Per verificare la situazione, nel dicembre 2024 i tecnici dell’Edilizia Privata e gli agenti della Polizia Locale hanno effettuato un sopralluogo congiunto.
Le verifiche hanno evidenziato una realtà ben diversa da quella prevista nei documenti ufficiali: strutture e manufatti realizzati senza autorizzazioni, in contrasto con la normativa edilizia e urbanistica vigente.
Torvaianica, accertamenti dettagliati sul campo sportivo comunale
La relazione tecnica depositata ad aprile 2025 ha confermato le irregolarità, documentando la presenza di opere costruite in assenza di titolo abilitativo.
Non si tratta di piccoli interventi marginali, ma di modifiche significative che ricadono fuori dalle previsioni consentite, cioè quelle opere minori eseguibili senza permessi.
L’area in questione, inoltre, è soggetta a vincoli ambientali stringenti: si trova infatti in prossimità di corsi d’acqua tutelati e a ridosso della fascia costiera, entrambi sottoposti a rigide misure di protezione paesaggistica.
Vincoli ambientali e urbanistici sul campo di Torvaianica
La particolarità del caso risiede proprio nella collocazione dell’impianto sportivo.
I terreni sono inseriti in zone protette ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio. Si tratta di aree che godono di tutela speciale per preservare l’equilibrio ecologico e paesaggistico.
Qualsiasi intervento edilizio richiede dunque autorizzazioni specifiche e controlli accurati, che nel caso del centro “Zara” non risultano essere stati richiesti né tantomeno concessi. Una violazione che amplifica la gravità degli abusi riscontrati.
Le controdeduzioni respinte
La società sportiva USD Città di Pomezia, affidataria dell’impianto comunale dal 2020, ha presentato memorie difensive attraverso il proprio legale. Le osservazioni, protocollate a fine maggio, puntavano a giustificare le opere realizzate.
Tuttavia l’istruttoria interna ha respinto le argomentazioni, ritenendole non sufficienti a superare le evidenze tecniche.
L’ordinanza, firmata dalla dirigente del Settore II Sabrina Bertozzi, sottolinea come i manufatti siano privi di titolo edilizio, in difformità con i regolamenti comunali e in aperto contrasto con le prescrizioni paesaggistiche.
L’ordinanza di demolizione e ripristino
Il Comune di Pomezia ha deciso di intervenire con fermezza.
L’ordinanza impone alla società sportiva la demolizione e la rimozione di tutte le opere abusive entro sessanta giorni dalla notifica.
Non solo: l’atto prescrive anche il ripristino dello stato originario dei luoghi, così da cancellare ogni traccia degli interventi illegittimi.
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Una misura drastica ma necessaria, motivata dalla volontà di tutelare il territorio e riaffermare il rispetto delle regole urbanistiche.

Un messaggio alla città
Con questa decisione, l’amministrazione comunale di Pomezia ribadisce la sua linea di tolleranza zero contro gli abusi edilizi, soprattutto quando avvengono in contesti pubblici e su aree sottoposte a vincoli ambientali.
Il caso del centro sportivo “Zara” rappresenta un monito non solo per gli operatori privati ma anche per le realtà associative che gestiscono beni pubblici: la concessione di spazi comunali non autorizza deroghe alle leggi urbanistiche. Al contrario, impone un dovere di rispetto ancora più rigoroso.
La battaglia contro l’illegalità edilizia
Torvaianica e l’intero litorale laziale sono territori da sempre esposti al rischio di abusi edilizi. La vicinanza alla costa e il valore paesaggistico delle aree rendono il controllo ancora più stringente.
L’ordinanza del Comune di Pomezia si inserisce in questa cornice: una battaglia volta a difendere il territorio da trasformazioni arbitrarie e da pratiche che rischiano di compromettere l’equilibrio urbanistico e ambientale.
Una scelta netta, che lascia intendere come l’amministrazione sia pronta a proseguire con decisione lungo la strada del rigore.
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