Del resto, sul terreno di Roma-Santa Palomba comprato da Ama nel 2022 alla cifra stellare di 6,7 milioni (su cui indaga la Procura di Roma) si trova un fosso che toglie spazio al mostro brucia rifiuti sui cui non entrerebbero gli impianti ancillari, al servizio dell’inceneritore: biogas, trattamento ceneri e fumi, etc.
Roma e l’ombra dell’esproprio dei terreni di Albano
Per risolvere questo problema, sulla scrivania del sindaco-commissario per il Giubileo Gualtieri vi sarebbe pronto un decreto di esproprio di terreni confinanti con il quello di Roma-Santa Palomba.
Questo è quanto ci confermano fonti istituzionali qualificate che preferiscono però restare anonime.
I terreni da espropriare non si trovano però all’interno del Comune di Roma, ma nel Comune di Albano Laziale, su cui il sindaco-commissario Gualtieri non ha potere.
Parliamo della storica tenuta “La Massimetta”, che potrebbe diventare il tassello mancante del ‘puzzle del termovalorizzatore’. Ma non è tutto.
Oltre ad essere situata nel comune di Albano, quindi un’area tecnicamente ‘inarrivabile’ per Gualtieri, la Tenuta Massimetta è vincolata da ben nove vincoli archeologici puntuali previsti nel PTPR, Piano Territoriale Paesaggistico Regionale, della Regione Lazio approvato in via definitiva nel 2021.
È ben noto che sul terreno comprato da Ama nel 2022 dove si vuol costruire l’inceneritore c’era in precedenza un vincolo archeologico.
Tale vincolo è presente nel piano preliminare del 2017 del PTPR. Ma nel definitivo piano approvato nel 2021 il vincolo è invece ‘scomparso’.
Sulla Tenuta Massimetta, però, questi nove vincoli puntuali archeologici ci sono, esistono: sono riportati nelle mappe, che vi mostriamo approvate dal Consiglio regionale del Lazio.

E la legge nazionale stabilisce che, questo tipo di vincoli, non può essere calpestato nemmeno da un commissario.
La Tenuta “La Massimetta” di Albano nel mirino di Gualtieri: Regione Lazio già allineata
Eppure, nonostante questi nove vincoli archeologici puntuali esistano, le fonti ci assicurano che l’area di Albano della Tenuta Massimetta risulterebbe attenzionata come potenziale ampliamento del futuro inceneritore di Roma.
Ma questa è solo una voce o è un’operazione effettuata nella massima discrezione?
Gualtieri, difatti, non ha ancora firmato un’ordinanza commissariale per l’eventuale esproprio dei terreni di Albano. L’esproprio, quindi, tecnicamente non esiste.
Abbiamo approfondito l’inchiesta per trovare riscontri a tali affermazioni e abbiamo trovato un dato oggettivo.
La Regione Lazio non ha mai modificato il suo PTPR del 2021, quindi sulla tenuta Massimetta ancora pendono nove vincoli archeologici puntuali. Inoltre, la tenuta è un’area agricola di rilevante valore, quindi nelle mappe regionali dovrebbe essere colorata di verde.
Eppure, sul sito della Regione Lazio, nelle mappe ufficiali regionali, relative al comune di Roma, i terreni di Albano – ancora non espropriati – già risultano colorati di grigio-cenere, proprio come quelli destinati al vicino inceneritore di Roma, quasi a voler anticipare una decisione istituzionale che formalmente non è ancora stata presa.

Per visualizzare direttamente la mappa dal sito della regione Lazio, clicca qui.
La questione solleva un interrogativo sostanziale: fino a dove può spingersi l’autorità del sindaco-commissario Gualtieri? E quella della Regione Lazio guidata da Rocca? Il progetto ha un destino già scritto da qualcuno nelle stanze del potere romano e regionale?
Mentre gli atti ufficiali non sono ancora stati firmati, la macchina istituzionale appare orientata a procedere comunque, mettendo in secondo piano le opposizioni locali e i vincoli normativi.
Se davvero i terreni privati diventeranno parte integrante del progetto, si aprirà uno scenario senza precedenti, in cui la Capitale allunga i propri confini di potere per risolvere la sua emergenza rifiuti. Ma così si espone anche ad una sequela davvero infinita di ricorsi giudiziari e denunce.
Il vecchio inceneritore di Roma che Acea e Ama volevano realizzare a Albano
Di sicuro, appare doveroso ricordare come la tenuta Massimetta di Albano confina con la discarica di Albano di proprietà del re dei rifiuti Manlio Cerroni.
Discarica al cui interno, nel 2007, proprio Ama e Acea volevano costruire un impianto di incenerimento analogo a quello attuale.
Ebbene, i 70 container contenente i pezzi del vecchio inceneritore, ancora mai montati, sono ormai ammuffiti, divenuti tana per volpi e cinghiali.

Chissà che, questo, non sia un cattivo presagio anche per il nuovo progetto di Gualtieri e Acea. Un progetto che qualcuno pretende di realizzare, anche a costo di andare oltre i confini territoriali e i vincoli sanciti dallo Stato italiano.
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