Dopo anni di incuria e scarsa manutenzione, un vasto incendio ha devastato una porzione significativa dell’area, lasciando dietro di sé cenere e desolazione.
Le fiamme, divampate la scorsa settimana e alimentate dalle alte temperature estive, hanno distrutto gran parte del sottobosco, cancellando in poche ore ciò che la natura aveva costruito in decenni.
L’importanza della Sughereta di Pomezia
La Sughereta non è solo un bosco: è un patrimonio naturalistico che custodisce biodiversità preziosa e offre ai cittadini un’oasi di svago e benessere.
Tuttavia, il progressivo diradarsi degli interventi di manutenzione ha trasformato il parco in una zona vulnerabile, esposta a rischi costanti.
Erbacce incolte, percorsi pedonali impraticabili e rifiuti abbandonati hanno reso l’area sempre più fragile, fino a diventare terreno fertile per incendi devastanti.
L’allarme delle associazioni
Le associazioni ambientaliste, animaliste e sportive da tempo denunciano lo stato di degrado.
Gruppi come I-Walks e le realtà legate al Nordic Walking hanno più volte segnalato la pericolosa situazione, invocando interventi rapidi di recupero e prevenzione.
Non si tratta solo di difendere il verde cittadino, ma anche di tutelare un luogo che rappresenta un punto di riferimento per attività all’aria aperta, sport e socialità.
La Sughereta e l’adiacente Parco Selva dei Pini formano insieme un sistema naturale di straordinario valore. Non solo polmoni verdi incastonati tra le urbanizzazioni di Pomezia, ma anche scrigni di storia, biodiversità e cultura ambientale.
La loro perdita o compromissione significherebbe privare la città di un patrimonio che appartiene a tutti, un bene comune che dovrebbe essere curato e valorizzato.
La politica interviene
Il disastro degli ultimi giorni ha finalmente spinto la politica ad agire.
La consigliera regionale del Partito Democratico, Emanuela Droghei, ha depositato un’interrogazione a risposta immediata indirizzata al Presidente della Regione Lazio e alla Giunta.

Nel documento si chiede un impegno concreto: garantire la piena fruibilità del parco, ripristinare i percorsi pedonali e soprattutto mettere in campo misure efficaci di prevenzione dagli incendi.
Il ruolo dell’Ente Parco dei Castelli
Al centro del dibattito vi è anche l’Ente Parco dei Castelli Romani, che negli anni ha progressivamente ridotto le attività di manutenzione e vigilanza. Eppure, proprio questo ente dovrebbe rappresentare il custode naturale di un’area così importante.
La politica locale sollecita un cambio di rotta deciso: servono risorse immediate, una programmazione attenta e un piano straordinario di valorizzazione che restituisca dignità alla Sughereta.
Conclusione Una sfida per il futuro
La tragedia dell’incendio non può rimanere un episodio isolato da archiviare in fretta. È un campanello d’allarme che mette in luce l’urgenza di una nuova strategia per la tutela del verde urbano e periurbano.
Pomezia, città in continua crescita, non può permettersi di perdere i suoi spazi naturali. La sfida è trasformare la ferita aperta dalle fiamme in un’opportunità di rinascita, con un impegno corale che veda coinvolti istituzioni, associazioni e cittadini.
Il grido d’allarme lanciato dalla politica e dalla società civile converge in un’unica richiesta: salvare la Sughereta.
Non è solo una questione di decoro o di estetica urbana, ma di identità collettiva e qualità della vita. Senza interventi immediati, il rischio è che la più grande area verde di Pomezia diventi un deserto bruciato, simbolo di un’occasione mancata.
La speranza è che Regione Lazio e Parco dei Castelli raccolgano con urgenza questo appello, restituendo alla città il suo polmone verde.
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