Un’iniziativa che intreccia storia, natura e tradizione, riportando in vita vie percorse per secoli da pastori e animali durante la transumanza.
Con un investimento complessivo di quasi 80mila euro, il borgo castellano si appresta a restituire dignità a infrastrutture che non rappresentano solo un retaggio del passato, ma anche – si spera – un volano per il turismo culturale e naturalistico.
Nemi chiede i soldi al Ministero
L’intervento si inserisce nel quadro della legge nazionale sul Made in Italy, che destina fondi specifici per la manutenzione e valorizzazione delle infrastrutture di interesse storico e paesaggistico.
Un Fondo del Ministero Made in Italy voluto per conservare percorsi legati alle pratiche tradizionali, come la monticazione (trasferimento del bestiame) e l’alpeggio, che hanno modellato nei secoli il paesaggio rurale italiano.
Grazie a queste risorse, il Comune di Nemi ha potuto elaborare un progetto articolato e pronto a essere candidato al finanziamento ministeriale, con l’obiettivo di consolidare il ruolo del borgo come custode delle antiche tradizioni e dei paesaggi d’eccellenza dei Castelli Romani.
I sentieri “Diana” e “San Michele”
I due percorsi scelti per l’intervento non sono casuali.
La “Mulattiera Diana” richiama la divinità della caccia e dei boschi, simbolo della natura selvaggia che circonda il lago nemorense.
La “Mulattiera San Michele”, invece, porta il nome dell’arcangelo protettore, evocando spiritualità e protezione dei viandanti.

Una volta sistemati, i sentieri non saranno soltanto vie di passaggio, ma veri e propri itinerari tematici che intrecceranno spiritualità, cultura e natura.
Un richiamo irresistibile per escursionisti, studiosi e turisti alla ricerca di esperienze autentiche, capaci di unire il fascino del paesaggio con la forza evocativa della storia.
Fontane e vasche per gli animali
Il progetto non riguarda solo i camminamenti. È prevista anche la ricostruzione di una fontana e di una vasca per l’abbeveraggio degli animali.
Strutture semplici ma fondamentali, testimonianza concreta di una civiltà rurale che ha saputo intrecciare ingegno umano e necessità quotidiane.
Questi elementi saranno riportati alla piena funzionalità, restituendo al territorio non solo il valore paesaggistico, ma anche quello pratico e simbolico.
Ogni pietra rimessa al suo posto diventerà parte di un mosaico più grande, quello della memoria collettiva che lega l’uomo al suo ambiente naturale.
Un progetto da quasi 80 mila euro
Il quadro economico dell’intervento ammonta a 79.976,04 euro, cifra che comprende tutte le fasi operative, dalla progettazione al cronoprogramma dei lavori.
Un investimento ponderato, che dimostra come anche i piccoli Comuni possano gestire con lungimiranza risorse destinate alla valorizzazione del territorio.
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