Con una Determinazione ufficiale ha reso noto che la Conferenza dei servizi, che è il tavolo tecnico comunale chiamato a valutare il piano di bonifica, ha dato esito negativo.
Una scelta che segna un punto fermo: l’amministrazione comunale di Ciampino non intende chiudere il procedimento ambientale fino a quando la multinazionale non avrà adempiuto a tutte le prescrizioni richieste dagli enti di controllo.
Rischio inquinamento della falda
Al centro della vicenda ci sono i livelli di contaminazione rinvenuti nell’area, giudicati ancora troppo elevati.
I campionamenti hanno infatti evidenziato la presenza di sostanze come benzene e idrocarburi oltre i limiti consentiti, con rischi potenziali per la falda acquifera.
Una condizione che ha spinto l’Arpa Lazio, la Regione Lazio e la Città Metropolitana di Roma a esprimere pareri negativi sul progetto presentato da Eni Rewind, la società incaricata delle operazioni ambientali.
Lo stop della conferenza dei servizi: problemi con la falda
La Conferenza dei servizi, indetta dal Comune di Ciampino per valutare la chiusura definitiva del procedimento, si è trasformata in un duro banco di prova.
Nonostante i documenti tecnici e i calcoli forniti da Eni, le verifiche indipendenti degli enti pubblici hanno rilevato criticità troppo gravi per concedere il via libera.
L’esito è stato quindi la conclusione negativa del procedimento, con l’obbligo per la società di ripresentare un nuovo piano aggiornato.
Le prescrizioni degli enti di controllo
Le osservazioni tecniche di Arpa Lazio sono state decisive.
L’Agenzia ha chiesto non solo la riduzione delle concentrazioni ammesse di inquinanti, ma anche l’installazione di nuove sonde di monitoraggio e un ulteriore anno di controlli stagionali.
Inoltre, è stata sollecitata l’adozione di misure specifiche a tutela delle risorse idriche, considerate particolarmente vulnerabili. Un pacchetto di prescrizioni che Eni non potrà ignorare se vorrà ottenere l’approvazione finale.
La linea del Comune di Ciampino
Il Comune di Ciampino ha preso atto delle valutazioni tecniche e ha intimato a Eni Rewind di eseguire immediatamente gli interventi prescritti.
Solo dopo l’adeguamento del progetto e il rispetto di tutte le indicazioni potrà essere presentato un nuovo piano di bonifica.
L’amministrazione ha così ribadito la sua volontà di garantire la tutela dell’ambiente e della salute pubblica, senza compromessi né scorciatoie.
Le conseguenze per Eni
La decisione rappresenta un ostacolo pesante per la società energetica, che aveva chiesto la chiusura del procedimento.
Ora Eni dovrà investire nuove risorse e tempo per rispettare le prescrizioni.
L’iter non sarà breve: la Conferenza dei servizi potrà essere riconvocata solo dopo che i lavori saranno stati avviati e i dati aggiornati confermeranno il rispetto dei limiti di legge.
Un segnale politico e ambientale
La vicenda assume anche un forte valore simbolico. Ciampino, città da tempo alle prese con problemi ambientali legati alla pressione urbanistica e al traffico aereo, ha scelto di alzare la voce.
Con questa determinazione, l’amministrazione si schiera apertamente a difesa del territorio, rifiutando soluzioni affrettate e imponendo il massimo rigore nel controllo delle bonifiche industriali.
Il futuro dell’area dell’ex distributore di via dei Laghi resta dunque sospeso. Fino a quando Eni non avrà adeguato il piano alle richieste degli enti pubblici, l’area continuerà a essere considerata potenzialmente contaminata.
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