Dopo tre anni di battaglia legale, il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha dato ragione ad A.I., assistente capo della Polizia Stradale di Latina. Ha infatti ordinato al Ministero dell’Interno di riesaminare il diniego della promozione.
L’azione eroica del poliziotto di Latina
La vicenda risale al 15 febbraio 2018.
L’agente, assistente capo della Polizia Stradale di Latina, mentre si recava a prendere servizio, aveva notato un’abitazione in fiamme. Senza esitazione era entrato nell’edificio invaso dal fumo, si era caricato sulle spalle la proprietaria ormai priva di forze e l’aveva portata in salvo.
Non pago, era rientrato nell’appartamento per chiudere il gas ed evitare così il rischio di esplosione. Così facendo si era esposto a gravi pericoli e aveva anche riportato difficoltà respiratorie che lo avevano successivamente costretto a cure mediche.
Encomio sì, ma niente promozione
Per quell’intervento eroico, il Questore di Latina propose un encomio solenne per l’agente, riconoscimento poi confermato dal Consiglio per le Ricompense e dal Capo della Polizia.
La richiesta di promozione per merito straordinario venne invece respinta dal Ministero dell’Interno, con una motivazione che il Tar ha giudicato insufficiente e illogica.
I giudici amministrativi, nella sentenza depositata dopo l’udienza del 16 maggio 2025, hanno sottolineato come l’amministrazione non abbia valutato correttamente la gravità della situazione affrontata dal poliziotto né applicato i criteri previsti dalla normativa di riferimento e dalla circolare ministeriale del 2020.
Quest’ultima, infatti, stabilisce che la promozione per merito straordinario possa essere conferita quando un agente affronti consapevolmente un pericolo di vita particolarmente grave, andando oltre i doveri ordinari d’istituto.
Il TAR: fu azione eroica meritevole di promozione per merito straordinario
Secondo il Tar, nel caso di A.I. emergono con chiarezza tutti gli elementi che configurano tale pericolo: l’entità dell’incendio, la presenza di gas che rischiava di provocare una catastrofe, l’assenza di strumenti di protezione, la cosciente esposizione al rischio e il contributo determinante al salvataggio della donna e alla messa in sicurezza dell’abitazione.
Nonostante ciò, la proposta del Questore e le valutazioni successive si limitarono a un riconoscimento minore, senza spiegare perché non fosse stata ritenuta adeguata la promozione.
Il tribunale ha quindi accolto il ricorso, disponendo che il Ministero dell’Interno rivaluti la vicenda alla luce dei criteri corretti.
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