La nostra autostima è profondamente legata all’estetica. In tutto questo, e la società in cui viviamo ce lo ricorda di continuo, la bellezza dei capelli conta tantissimo.
Sono numerose le persone che, per motivi che vanno dagli squilibri ormonali allo stress, si trovano a perderli o ad affrontare problemi di forte diradamento.
Per chi è da sempre abituato a una chioma dall’aspetto sano è un problema non da poco: guardarsi allo specchio e non riconoscersi, non vedere più quella peculiarità che, per tanto tempo, aveva rappresentato un dettaglio riconoscibile e capace di esaltare l’unicità.
Tutto questo può avere un impatto fortemente negativo sul benessere interiore. Per fortuna, si può risolvere il problema in diversi modi. Uno di questi è il ricorso alla tricopigmentazione.
Continua a leggere per scoprire qualcosa di più su questo straordinario trattamento!
Cos’è la tricopigmentazione e quali sono i suoi vantaggi?
La tricopigmentazione è un trattamento estetico e paramedicale. Viene eseguito da professionisti che hanno seguito specifici percorsi di formazione e ha lo scopo, attraverso l’inoculazione locale di pigmenti, di mimare l’effetto naturale del cuoio capelluto con la presenza di capelli, siano essi rasati o lunghi.
Prevede l’utilizzo di pigmenti biocompatibili e asettici di due tipi. Ecco quali:
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Pigmenti riassorbibili: l’effetto dura in media otto mesi.
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Pigmenti permanenti: l’effetto è perenne. Può essere necessario, trascorsi circa quattro anni dalla conclusione del protocollo, ravvivare le sfumature, ma si tratta di un intervento di impatto minimo.
Vantaggi
Oltre all’effetto perenne, la tricopigmentazione prevede diversi altri vantaggi. Uno dei più importanti è la versatilità. Con questo trattamento è possibile:
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Mettere in evidenza l’effetto rasato;
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coprire le cicatrici lasciate da interventi come il trapianto o da eventi traumatici;
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mimare il naturale effetto della capigliatura folta e densa.
Un altro aspetto molto apprezzato è la rapidità. Il protocollo di tricopigmentazione prevede infatti tre sedute, da effettuare nell’arco di 21 giorni.
Il risultato, come già accennato, è perenne e non richiede procedure di manutenzione che, invece, sono necessarie con soluzioni come la protesi capillare.
Differenze rispetto a intervento e tatuaggio
La tricopigmentazione rappresenta, come già detto, un trattamento di natura paramedicale ed estetica, non un intervento.
Non è necessaria l’anestesia e non ci sono, fatta eccezione per situazioni in cui sono presenti quadri patologici come la psoriasi, controindicazioni; come ricordato nelle righe precedenti, persone con problematiche differenti relative sia alla caduta, sia al diradamento dei capelli possono trovare nella tricopigmentazione una soluzione valida.
Questo trattamento è differente dal tatuaggio. Quest’ultimo è una procedura artistica e l’operatore che la esegue è formato per lavorare su tutto il corpo. Nel caso della tricopigmentazione, invece, il professionista agisce solo a livello del cuoio capelluto.
Differente è pure la strumentazione: il dermografo che si utilizza durante le sedute di tricopigmentazione, infatti, è decisamente più sottile rispetto all’ago del tatuatore.
Diversa è pure la quantità di pigmento che viene di volta in volta erogata.
Perché scegliere la tricopigmentazione a Torino
La tricopigmentazione è richiesta in tutta Italia. Scegliere un professionista che opera nel contesto di una grande città, per esempio il capoluogo piemontese, può rivelarsi una decisione vincente.
Parliamo, infatti, di un contesto cittadino il cui nome è da sempre legato a un’immagine di profonda raffinatezza.
Inoltre, come tutte le grandi città, è un punto di riferimento per diversi settori di business ed è più che noto il fatto che, sul lavoro quando ci si muove ad alti livelli, l’abito fa eccome il monaco!
Ecco perché vale la pena cercare uno studio di tricopigmentazione a Torino – trico-art.com è uno dei più apprezzati – dedicando tempo all’analisi delle recensioni e alla visione dei casi prima e dopo del professionista.






















