I Giudici del TAR del Lazio hanno accolto il ricorso di una cittadina di Ardea che aveva chiesto la regolarizzazione dell’occupazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica.
Il Comune di Ardea aveva respinto l’istanza, richiedendo il pagamento di oltre 52mila euro, senza però spiegare nel dettaglio come fosse stata calcolata tale somma.
Il Tribunale amministrativo ha ritenuto il provvedimento carente di istruttoria e motivazione, annullandolo.
La vicenda partita 4 anni fa
La vicenda nasce da una domanda presentata dalla ricorrente nel 2021, ai sensi della legge regionale del Lazio n. 1/2020, che consente in certi casi la regolarizzazione dell’occupazione di immobili ERP anche in assenza di titolo.
Tuttavia, a dicembre 2024, il Comune di Ardea ha rigettato l’istanza, sostenendo che non fosse stato versato l’importo dovuto a titolo di indennità di occupazione.
La cittadina, difesa dall’avvocato Gian Paolo Guglielmo, ha contestato il provvedimento, sostenendo che mancassero indicazioni chiare su come fosse stata determinata la cifra richiesta.
Secondo il ricorso, l’ente si sarebbe limitato a indicare genericamente la norma regionale e la cifra finale. Rigettando l’istanza non ha però fornito alcun dettaglio sui criteri utilizzati o sulla situazione reddituale familiare alla base del calcolo.
La difesa del Comune di Ardea
Il Comune di Ardea, dal canto suo, ha cercato di difendere l’atto sostenendo di aver seguito la normativa e la delibera regionale n. 429/2020.
Tuttavia, secondo i giudici amministrativi, anche in giudizio non è stato chiarito l’iter seguito per determinare il debito richiesto, né sono stati indicati gli elementi concreti presi in considerazione.
Nella sentenza, il TAR sottolinea che la trasparenza nel procedimento amministrativo è essenziale, soprattutto quando si tratta di somme rilevanti da richiedere a soggetti che occupano alloggi pubblici.
Annullato il provvedimento
I Giudici hanno quindi concluso che l’assenza di motivazione e istruttoria adeguata hanno reso illegittimo il provvedimento, che va annullato.
Non è stata riconosciuta alcuna condanna alle spese, poiché i Giudici hanno ritenuto che la questione presentasse profili di novità, tali da giustificare la compensazione tra le parti.
Ora il Comune di Ardea dovrà riesaminare la posizione della ricorrente, fornendo spiegazioni puntuali e trasparenti sull’eventuale somma richiesta per la regolarizzazione dell’alloggio.
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