L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Alberto Bertucci ha annunciato, nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale, che la sorte della storica infrastruttura è segnata: l’abbattimento.
Una decisione che è maturata dopo l’avvio del cantiere e l’emergere di problemi imprevisti, tali da rendere impraticabile la semplice operazione di consolidamento del ponte prevista in origine.
Il cambio di programma rappresenta una svolta drastica, che modifica anche le prospettive dei residenti e visitatori della città delle fragole, uno dei borghi più belli d’Italia.
L’opera, inizialmente annunciata come un intervento tecnico di breve durata, si trasforma ora in un cantiere, che molto probabilmente avrà bisogno di tempi più lunghi a causa di una realizzazione che si prospetta piuttosto complessa.
Dal consolidamento alla demolizione
Solo poche settimane fa era stata comunicata la partenza dei tanto attesi lavori di consolidamento.
Le prime operazioni che avrebbero dovuto essere effettuate riguardavano la realizzazione dei pali di fondazione, pensati per rafforzare i piloni e garantire la sicurezza dell’intera struttura.
L’obiettivo era quello di contenere i rischi, evitando distacchi di calcinacci e garantendo la stabilità del ponte, anche con la riapertura al traffico veicolare.
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Ora tutto cambia. La scoperta di problematiche strutturali più gravi del previsto ha imposto una scelta netta: bisognerà demolire il vecchio Ponte Grande e procedere a un’opera sostitutiva.
La manutenzione straordinaria lascia quindi spazio a un intervento più radicale
I tempi e i costi che si prospettano saranno inevitabilmente superiori.
Una viabilità stravolta
La chiusura del parcheggio sottostante, lungo via dei Laghi, resta confermata e sarà ben più lunga del previsto. I quaranta giorni annunciati inizialmente si trasformano in un periodo che ora deve essere definito.
Residenti e turisti dovranno abituarsi per un periodo a una viabilità rivoluzionata, con meno stalli a disposizione e percorsi alternativi da individuare.
Le ordinanze già in vigore, che vietano la sosta e dispongono la rimozione forzata delle auto, non hanno al momento una scadenza.
Il contesto politico e la gestione delle opere
Il Consiglio Comunale di Nemi, riunito in seduta straordinaria il 1° agosto, ha affrontato la questione con toni pragmatici.
La presenza del sindaco Alberto Bertucci e della maggioranza consiliare ha sancito una decisione che, seppur dolorosa, viene presentata come inevitabile.
La politica locale si trova così a dover gestire non solo le difficoltà di un’opera pubblica complessa, ma anche le conseguenze sulla comunità di Nemi e dei Castelli Romani.
Un cantiere più lungo significa infatti minore accessibilità, perdita di spazi di sosta.

Un simbolo dei Castelli Romani che scompare
Il Ponte Grande non è soltanto una struttura viaria. È parte della memoria collettiva, un simbolo architettonico dei Castelli Romani che ha accompagnato per decenni la vita di Nemi e dei suoi abitanti. La sua demolizione segna la fine di un’epoca e l’inizio di una nuova fase urbanistica.
Il progetto di sostituzione, pur ancora in fase embrionale, ridisegnerà il volto dell’ingresso al paese. Ma la perdita del ponte originario lascerà probabilmente un vuoto nostalgico, culturale oltre che materiale.
Un cantiere che segnerà il futuro
Il destino del Ponte Grande è dunque tracciato.
La demolizione porterà con sé mesi, un lungo periodo di lavori, ma anche l’occasione di dotare Nemi di un’infrastruttura nuova, sicura e duratura.
Potrà essere cosi riaperta la caratteristica galleria tutta in curva che dal paese dava accesso al Ponte Grande e ormai chiusa da tanto tempo.

La strada è in salita, ma il piccolo centro dei Castelli Romani ha già dimostrato nella sua storia la capacità di superare grandi ostacoli.
Il vecchio ponte scompare, ma il futuro resta aperto: il cantiere che oggi divide potrebbe un domani restituire a Nemi un’opera capace di coniugare sicurezza, funzionalità e rispetto per un paesaggio unico al mondo.

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