È questa la preoccupazione che ha spinto il Movimento 5 Stelle a sollevare pubblicamente il caso e a portarlo all’attenzione del Governo attraverso un’interrogazione parlamentare dell’On. Ilaria Fontana.
“Il progetto BESS approvato frettolosamente”
La deputata M5S, già sottosegretaria al Ministero dell’Ambiente, ha chiesto chiarimenti precisi ai Ministri competenti su quella che definisce una “procedura autorizzativa frettolosa e priva di trasparenza”.
Il progetto del BESS – acronimo di Battery Energy Storage System – è stato infatti approvato tramite la sola Procedura Abilitativa Semplificata (PAS), in una conferenza dei servizi svoltasi in pieno agosto e chiusa in appena 20 giorni.
Ciolfi consigliere Latina: mancanza di trasparenza
Ha dichiarato Maria Grazia Ciolfi, capogruppo consiliare M5S a Latina:
“Ringraziamo la nostra parlamentare Ilaria Fontana per l’intervento tempestivo e puntuale mirato a fare luce su una questione cruciale per il nostro territorio e finora sottaciuta”.
La critica centrale riguarda proprio la mancanza di trasparenza e la scarsa condivisione delle informazioni con i cittadini e con le istituzioni locali.
“La popolazione è stata informata solo a mezzo stampa – prosegue Ciolfi – e nemmeno le commissioni competenti sono state aggiornate sul progetto, nonostante i proclami dell’amministrazione”.
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L’interrogazione parlamentare si concentra su due aspetti ritenuti fondamentali: l’esclusione dalla VIA, che solleva interrogativi sulle verifiche ambientali eseguite, e l’applicazione della Direttiva Seveso, che obbliga a predisporre piani di emergenza e misure di prevenzione in presenza di rischi industriali rilevanti.
Come ricordano i firmatari, studi internazionali confermano che negli impianti BESS il rischio d’incendio è maggiore proprio nel primo anno di attività.
“Questo rende ancora più urgente un confronto pubblico sulle misure adottate per proteggere la comunità, soprattutto considerando la vicinanza al deposito delle scorie nucleari”, sottolineano.
A Latina manca un piano d’emergenza
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Si chiedono i 5 Stelle:
“È possibile che si stia realizzando un impianto tanto delicato senza che sia stata attivata alcuna procedura di verifica ambientale approfondita? E senza che sia stato redatto un piano d’emergenza conforme alle normative europee?”.
Il Governo, ora, dovrà fornire risposte.
L’iniziativa parlamentare si inserisce in un contesto già fortemente segnato dalla presenza della SOGIN e dalle operazioni di decommissioning in corso nell’area dell’ex centrale nucleare.
Ed è proprio questa sovrapposizione di fattori di rischio che, secondo il M5S, dovrebbe spingere le istituzioni a maggiore cautela.
“Chiediamo solo verità, trasparenza e sicurezza per i cittadini – conclude Ciolfi –. Il silenzio della sindaca Celentano è grave e ingiustificabile. L’amministrazione comunale ha il dovere di riferire e di garantire che ogni scelta sul territorio sia prima di tutto condivisa e sicura”.


























