Il brillamento dell’ordigno bellico è previsto per il giorno 11 settembre presso l’Uttat di Nettuno (Ufficio Tecnico Territoriale Armamenti Terrestri), meglio conosciuto come Poligono.
Si tratta di una bomba di una certa potenza che genererà una forte esplosione che potrà essere avvertita, per suono e vibrazioni, in tutta la città di Nettuno.
Nonostante il grosso boato, non ci saranno pericoli per la cittadinanza.
L’amministrazione comunale di Nettuno invita dunque tutti i cittadini a mantenere la calma.
Il brillamento programmato dovrebbe durare meno di tre minuti. È previsto tra le 9 e le 13 di giovedì 11 settembre.
Bombe della seconda guerra mondiale a Nettuno
La zona di Nettuno e dintorni è oggetto di frequenti ritrovamenti di ordigni bellici risalenti alla seconda guerra mondiale. 80 anni fa Nettuno e tutta l’area a sud di Roma infatti sono stati teatro di aspri conflitti tra tedeschi e anglo americani.
Il sottosuolo nasconde perciò ancora molti ordigni, spesso inesplosi, che è necessario far brillare in maniera controllata.
Due anni fa furono addirittura dei bambini che giocavano in spiaggia a Nettuno a trovare una bomba a mano della II guerra mondiale ancora inesplosa.
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E ancora lo scorso novembre per ben due volte la linea ferroviaria Roma – Nettuno, nel tratto tra Campoleone e Aprilia, subì un’interruzione per il rinvenimento di proiettili della seconda guerra mondiale, durante i lavori per la costruzione del secondo binario.
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Proprio per la frequenza di tali ritrovamenti nel sottosuolo di Nettuno, è necessario procedere ad operazioni di bonifica bellica preliminari alla costruzione di qualunque edificio debba sorgere su terreni che potrebbero nascondere residuati bellici della seconda guerra mondiale.
È stato questo il caso della prevista nuova scuola De Franceschi di via Romana a Nettuno.
Per la sua demolizione e ricostruzione Nettuno aveva ricevuto un finanziamento Pnrr per circa 5,5 milioni di euro. I lavori hanno però subito notevoli ritardi anche per l’imprevisto ostacolo della bonifica bellica.
La zona infatti fu teatro di intensi combattimenti durante la Seconda Guerra Mondiale. La necessità di liberare il sito da eventuali ordigni inesplosi ha contribuito a rallentare il progetto e ha richiesto in ulteriore impegno di spesa.
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