Un atto che segna la fine di una lunga vicenda amministrativa e che sancisce definitivamente l’addio al grande centro rifiuti gestito da una società con sede in provincia di Roma
Un impianto già chiuso da 13 anni
Già dal 2012 la società aveva comunicato la chiusura dell’impianto, dichiarando l’assenza di rifiuti stoccati e la riconsegna delle autorizzazioni rilasciate.
Nonostante questo, il procedimento formale di revoca è arrivato soltanto oggi, dopo una lunga istruttoria condotta dagli uffici della Città Metropolitana.
L’impianto, nato per la messa in riserva (R13) e la selezione (R3) di materiali cartacei e plastici, era stato al centro delle autorizzazioni provinciali per più di un decennio.
La stessa società proprietaria dell’impianto aveva già manifestato il disinteresse a mantenere attiva l’autorizzazione, rifiutando di ritirare la voltura concessa oltre dieci anni fa, da precedente titolare.
Con la cessazione definitiva, quel sito di Santa Palomba non rientra più tra le aree autorizzate al trattamento dei rifiuti.
Cosa cambia per Pomezia
Il provvedimento chiude definitivamente ogni ipotesi di riattivazione dell’impianto e conferma una scelta di discontinuità con il passato.
Per il territorio di Pomezia, storicamente segnato dalla presenza di impianti industriali e dalla pressione ambientale della zona di Santa Palomba, si tratta di una rischio evitato, visto che gli impianti di trattamento rifiuti in città non mancano, anche a ridosso di aree verdi di pregio.
Proprio a due passi da questo centro ve ne è un altro, sempre per lo stoccaggio, autorizzato di recente, che conterrà anche Raee. Poi c’è il centro di trattamento rifiuti a ridosso della Riserva Naturale della Solfatara.
In ogni caso, a revoca delle autorizzazioni riduce la possibilità di nuovi rischi legati alle emissioni e contribuisce al disegno complessivo di riqualificazione dell’area.
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