Due cittadine avevano chiesto al Comune di Ardea il risarcimento dei danni subiti a seguito dell’annullamento del permesso di costruire rilasciato nel 1993. Il titolo edilizio dopo alcuni anni venne revocato dalla Regione Lazio con un decreto del 1999.
Quel provvedimento di annullamento fu confermato dal Tar nel 2015 e successivamente dal Consiglio di Stato nel 2022, sancendo la definitiva illegittimità del permesso edilizio.
Le ricorrenti hanno quindi deciso di agire in giudizio, sostenendo di aver riposto un legittimo affidamento sulla validità del titolo e chiedendo un ristoro economico per i danni conseguenti.
La difesa del Comune di Ardea
Il Comune di Ardea, difeso in giudizio, ha però sollevato un’eccezione preliminare, richiamando una recente giurisprudenza della Corte di Cassazione. Secondo tale orientamento, quando si discute di risarcimento legato all’affidamento del cittadino, non è in gioco il corretto esercizio del potere amministrativo, ma la violazione di regole di correttezza nei rapporti tra pubblica amministrazione e privati.
Si tratta quindi di una materia che riguarda diritti soggettivi e che deve essere esaminata dal giudice ordinario, non dal giudice amministrativo.
Le stesse ricorrenti, preso atto di questa impostazione, hanno chiesto che il Tar fissasse l’udienza soltanto per dichiarare il difetto di giurisdizione. La Seconda Sezione Quater del Tribunale amministrativo del Lazio, presieduta da Luigi Edoardo Fiorani, ha accolto questa impostazione. Ha dunque confermato che la competenza spetta al giudice civile.
La causa passa al tribunale ordinario
La causa potrà dunque essere riassunta davanti al tribunale ordinario, così da preservare gli effetti sostanziali e processuali del ricorso.
Considerata la complessità della questione e l’esistenza di contrasti giurisprudenziali in materia, il TAR ha disposto la compensazione integrale delle spese legali, evitando che una delle parti debba rimborsare l’altra.
La vicenda non si chiude quindi con la pronuncia del TAR, ma proseguirà nelle aule della giustizia civile, dove sarà stabilito se le due cittadine abbiano diritto o meno a un risarcimento per il danno subito a seguito della lunga e articolata vicenda relativa al permesso di costruire ad Ardea iniziata oltre trent’anni fa.
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