L’azienda incaricata dell’incombenza del taglio cedo di quella porzione di bosco, la A.L. s.r.l., dovrà lasciare in sospeso le motoseghe, rispettando i tempi e le prescrizioni dettate dagli enti di controllo.
Rilievi del Parco dei Castelli Romani sui boschi di Rocca di Papa
Gli ispettori del Parco dei Castelli Romani hanno rilevato gravi irregolarità: residui legnosi abbandonati sul terreno, cataste non rimosse e cumuli di ramaglie troppo estesi.
Una condizione che, oltre a deturpare l’area, e soprattutto innalza il rischio incendi in una delle zone più fragili e tutelate del Lazio.
L’Ordinanza n. 6 del 3 settembre 2025 del Parco dei Castelli Romani ha quindi imposto l’immediato sgombero del materiale tagliato, fissando la scadenza al 30 settembre per rimuovere tronchi e ramaglie.

La Città Metropolitana di Roma conferma l’ordinanza del Parco dei Castelli Romani
La decisione non è rimasta isolata. La Città Metropolitana di Roma, tramite il Dipartimento XI “Geologico – Difesa del suolo e Aree Protette”, ha confermato la sospensione di tutte le attività boschive imposta dal Parco dei castelli.
Solo gli interventi necessari per ottemperare alle prescrizioni del Parco potranno continuare. Un provvedimento severo ma inevitabile, volto a garantire la tutela ambientale e la sicurezza collettiva.
La permanenza dei residui legnosi, secondo i tecnici, rappresenta una vera miccia pronta a innescare incendi di vaste proporzioni. In un’area a forte vocazione naturalistica, il rischio di compromissione degli habitat protetti e la minaccia alla pubblica incolumità non potevano essere ignorati.
La sospensione, quindi, non è solo un atto burocratico, è una misura preventiva per difendere la foresta, la fauna e i cittadini.
Le regole della gestione forestale
Il Regolamento forestale regionale è chiaro: le attività boschive devono rispettare criteri di sostenibilità, senza compromettere l’ecosistema né accelerare processi di degrado.
In caso di violazioni, la legge impone l’immediata sospensione dei lavori.
Proprio in forza di queste norme, la Città Metropolitana ha ribadito che ogni intervento dovrà conformarsi alle prescrizioni, pena la revoca definitiva delle autorizzazioni rilasciate.
Gli obblighi della ditta incaricata
A.L. s.r.l. è ora chiamata a rispettare una serie di impegni precisi: rimuovere i tronchi di grandi dimensioni, ridurre in frammenti le ramaglie più sottili, evitare qualsiasi deposito di materiale non legnoso e garantire misure antincendio rigorose durante i lavori.
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Il tutto, entro il prossimo 30 settembre.
Persino il parcheggio delle macchine operatrici, alla fine di ogni giornata, dovrà avvenire fuori dal bosco, per scongiurare il pericolo di scintille e incendi.
La sospensione resterà in vigore finché non saranno pienamente rispettate le prescrizioni imposte dal Parco.
Solo dopo le verifiche degli organi competenti sarà possibile riprendere le attività forestali. In caso contrario, scatterà la revoca definitiva delle autorizzazioni.
Al Comune di Rocca di Papa spetterà vigilare, in collaborazione con l’azienda incaricata, affinché i lavori si adeguino alla normativa e possano essere conclusi senza ulteriori contestazioni.
Una lezione per il futuro del Parco dei Castelli Romani
Il provvedimento non è privo di vie legali. Il Comune di Rocca di Papa, titolare del bosco, e la ditta appaltatrice hanno trenta giorni di tempo per presentare osservazioni o documenti che attestino la conformità delle operazioni.
È inoltre possibile ricorrere al TAR del Lazio sempre entro sessanta giorni o al Presidente della Repubblica entro centoventi.
Tuttavia, i tempi stretti e la rigidità delle prescrizioni rendono la strada giudiziaria tortuosa e complessa.
Il caso di Rocca di Papa segna un passaggio importante per la gestione dei boschi dei Castelli Romani. La sospensione mette in luce l’importanza di un equilibrio tra utilizzazione forestale e tutela dell’ambiente.
Ogni intervento dovrà d’ora in avanti rispettare con scrupolo regole e tempistiche, affinché i boschi non diventino terre di abbandono, ma continuino a essere un patrimonio naturale e culturale da tramandare intatto alle generazioni future.
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