L’obiettivo è trasformare l’attuale spianata di asfalto di Viale San Nilo, oggi utilizzata come parcheggio e mercato, in un grande parco urbano. Un parco capace di restituire bellezza, identità e qualità ambientale a un’area strategica della città.
Dal degrado all’opportunità
L’area oggetto della proposta è oggi un mosaico disordinato, un parcheggio poco attrattivo, un mercato coperto sottoutilizzato.
Il piazzale fieristico quasi sempre vuoto e le zone limitrofe come il Fontanaccio e la bocciofila sono in stato di abbandono.

Nonostante la vocazione naturale e paesaggistica del luogo, la destinazione a “verde pubblico” prevista dai piani urbanistici è rimasta lettera morta, sacrificata a un utilizzo funzionale ma sterile.
Le associazioni chiedono ora di invertire la rotta, restituendo all’area la dignità che merita.
Grottaferrata, un’eredità storica cancellata
Non si tratta solo di urbanistica, ma di memoria collettiva.
In passato l’area era un giardino agricolo di proprietà delle Suore Francescane, percorso da un viale alberato che univa il Convento all’Abbazia di San Nilo. Un tracciato carico di storia, nato su antiche ville romane, oggi ridotto a pochi resti dimenticati.
La proposta punta a recuperare questa eredità, restituendo al paesaggio la sua originaria armonia e creando un nuovo asse verde che diventi spina dorsale del progetto.
Un parco per tutti
Il cuore dell’iniziativa è la creazione di un parco lineare che si estenda da Viale San Nilo ai confini con Capodarco.
Lungo il percorso troveranno spazio i monumentali platani secolari, il Fontanaccio liberato dalle attuali recinzioni, il fosso riqualificato e due fontane simmetriche a segnare il fondale scenografico.
Non un semplice spazio verde, quindi, ma un luogo vivo, attraversabile e utilizzabile dai cittadini durante tutto l’anno.
Funzioni consolidate, ma rigenerate
Il progetto non elimina le funzioni attuali, come il parcheggio e il mercato, ma le riorganizza.
Gli spazi verranno ridisegnati intorno al nuovo viale alberato, con geometrie ordinate e con una pavimentazione drenante al posto dell’asfalto, capace di coniugare praticità ed ecologia.
Anche la fiera annuale continuerà a trovare posto, ma in un contesto finalmente degno della sua importanza.
Un teatro a cielo aperto
Uno degli elementi più suggestivi è la creazione di un belvedere affacciato verso la campagna e il mare, collegato a una gradonata che fungerà da teatro all’aperto. Qui i cittadini potranno incontrarsi, assistere a spettacoli o semplicemente godersi il panorama.
Accanto, la riqualificazione della bocciofila e del chiosco bar darà vita a un polo di aggregazione attrezzato con servizi e spazi funzionali.
Il disegno complessivo non si limita all’estetica, ma abbraccia la sostenibilità.
Alberature, rain garden e nuove superfici permeabili ridurranno l’impatto ambientale, migliorando la qualità dell’aria e favorendo il
drenaggio delle acque piovane.
In questo modo, il parco non solo ricuce un tessuto urbano frammentato, ma diventa anche un modello di resilienza ecologica.
Una cerniera tra città e campagna
La trasformazione dell’area restituirebbe a Grottaferrata un luogo identitario, ponte ideale tra il centro urbano e la campagna circostante.
Il nuovo viale alberato, ricostruito nella sua direttrice storica, diventerebbe il segno distintivo di un recupero paesaggistico capace di valorizzare l’Abbazia, il Convento e l’intero quartiere. Una vera e propria porta verde verso la città, finalmente accessibile e fruibile.
La forza della partecipazione
La proposta delle associazioni non è solo un progetto urbanistico, ma un atto di cittadinanza attiva. È il segnale di una comunità che si mobilita per chiedere qualità, bellezza e sostenibilità.
In un momento in cui le città rischiano di perdere identità, la visione di Grottaferrata Sostenibile, COTAG, Italia Nostra Castelli
Romani e Comitato di Quartiere Centro/Badia indica una strada concreta e condivisa.
Il destino di questa area, oggi anonima e sottoutilizzata, può diventare un simbolo di rinascita urbana.
Se realizzato, il progetto ridarà centralità a un luogo dimenticato e offrirà ai cittadini un nuovo spazio di vita, cultura e natura. Un futuro possibile, a condizione che l’Amministrazione di Grottaferrata sappia cogliere l’opportunità e tradurla in realtà.
Il valore aggiunto del bio laghetto
Tra gli elementi di maggiore innovazione si inserisce anche la proposta di realizzare un bio laghetto naturale, alimentato da sistemi ecologici e integrato nel paesaggio del parco. Un progetto premiato a livello nazionale con il Cresco Award 2023.
Non solo un punto scenografico di grande suggestione, quindi, ma anche un ecosistema capace di favorire biodiversità, attrarre fauna e migliorare il microclima urbano.
Attorno allo specchio d’acqua troveranno spazio percorsi pedonali, zone di sosta e aree didattiche, trasformando il bio laghetto in un laboratorio a cielo aperto dove cittadini e studenti potranno avvicinarsi ai temi dell’ambiente e della sostenibilità.

Il Comunicato delle associazioni
Nell’ambito del processo di Urbanistica partecipata proposto dall’Amministrazione comunale di Grottaferrata, le Associazioni, Grottaferrata Sostenibile, COTAG, Italia Nostra Castelli Romani, Comitato di Quartiere Centro/Badia, hanno sottoscritto un progetto per contribuire alla redazione del nuovo PUCG.
Il progetto riguarda l’area di Viale San Nilo (attualmente destinata a parcheggio nella parte superiore e a mercato settimanale/Fiera nella parte inferiore), e alcune piccole aree limitrofe degradate (Fontanaccio, bocciofila). L’intera area risulta poco utilizzata in rapporto all’ampia estensione, e di scarsissima qualità nonostante la potenzialità paesaggistica e suggestiva del luogo.
Anticamente e fino ai tempi più recenti era un’area verde/agricola di proprietà delle Suore Francescane, solcata in mezzeria da un viale di Castani che collegava il Convento con l’Abbazia di San Nilo. Convento e Abbazia realizzate su altrettante ville romane a testimonianza dell’importanza storica e naturalistica del luogo.
La destinazione del PRG vigente è “verde pubblico” e “verde attrezzato”, espropriata l’area ,il Comune anziché attuare il Parco e le attrezzature previste decise di realizzare un parcheggio (nella parte superiore), una distesa di asfalto da utilizzare saltuariamente (mercato e fiera nella parte inferiore) e l’attuale mercato coperto, anch’esso poco utilizzato ed in corso di riqualificazione. Stessa sorte hanno subito le aree limitrofe: Via del Grottino, primo tratto di strada di PRG ormai irrealizzabile è diventata una strada parcheggio, il Fontanaccio è stato chiuso e reso inaccessibile, l’area della Bocciofila, che versa in uno stato di degrado ed il chiosco bar sono di scarso valore formale in un’area strategica a ridosso di Viale S. Nilo e dell’omonima Abbazia.
La proposta intende mantenere le principali destinazioni ormai consolidate e riproposte nel recente Documento Preliminare di Indirizzo del nuovo PRG (parcheggio, mercato e area fieristica), ma allo stesso tempo, nel rispetto dei caratteri storici e paesaggistici, riqualificarlo e renderlo fruibile ai cittadini tutto l’anno.
In particolare il progetto prevede:
1.Il recupero della vocazione naturale e paesaggistica tramite la creazione di scarpate verdi alberate lungo i bordi di via del Grottino e di viale San Nilo e la riproposizione del vecchio viale alberato di cui restano dei residui nella proprietà delle Suore Francescane. Il nuovo viale inizia dalle scalette d’ingresso al mercato coperto, orientate nella stessa precisa direzione del viale distrutto, incrocia la rampa pedonale di accesso al piazzale inferiore e arriva fino al fosso di confine con la proprietà delle Suore.
2.Il mantenimento delle attuali funzioni di parcheggio pubblico e la possibilità di utilizzare ampi spazi per il mercato settimanale e la fiera annuale riorganizzando gli spazi e le relative geometrie, attualmente casuali, intorno al nuovo asse alberato;
3.L’ uso e la fruizione da parte dei cittadini dell’intera area durante tutto l’anno tramite :
-la realizzazione di un belvedere e una gradonata, lato viale san Nilo e la riqualificazione con un unico progetto della bocciofila e del chiosco bar anche con la creazione di nuovi servizi (magazzini, locali igienici). L’orientamento del nuovo belvedere con ampia visuale sud/ovest verso la campagna e il mare, e la gradonata di collegamento con la piazza quale teatro all’aperto, rappresenterebbero un nuovo e speciale luogo d’incontro e di svago per i cittadini di Grottaferrata ;
-la creazione di un parco lineare, da viale San Nilo ai confini con Capodarco, che comprenda la piccola area verde con i monumentali esemplari di Platani secolari, il “fontanaccio” liberato dall’attuale gabbia e l’area del fosso esistente anch’esso ampliato di qualche metro e riqualificato. In prossimità del punto terminale del nuovo viale alberato, ai lati di questo, due fontane simmetriche costituiscono il fondale del percorso e richiamano, insieme al fosso, la presenza dell’acqua quale elemento importante di questa area.
-la realizzazione stessa del viale alberato, quale segno di recupero di identità storiche e matrice organizzativa degli spazi dedicati al parcheggio e al mercato/fiera, e percorso principale di tutta l’area, attrezzato con spazi di sosta;4.Il rispetto dei canoni di sostenibilità ambientale tramite: la realizzazione di una nuova pavimentazione drenante nell’area parcheggio e mercato riqualificata, e la realizzazione delle opere a verde (viale alberato, gradoni e scarpate verdi). La nuova pavimentazione, a sostituzione dell’asfalto esistente, dovrà essere permeabile concorrendo insieme all’aumento delle aree a prato e alla piantumazione delle nuove alberature e dei cespugli fioriti (Rain garden), a rendere eco-sostenibile l’intervento.
Differentemente dalla situazione attuale di chiusura, quindi, finalmente questa area ritroverebbe una sua identità quale filtro tra la campagna e la città con la creazione dei percorsi e dei viali che lo collegano a via del Grottino, a viale San Nilo e al fosso esistente. Infine, nell’ipotesi di una riqualificazione del Convento, il ripristino completo del viale e delle sue strutture esistenti (il piccolo belvedere), diventerebbe l’asse portante di un recupero ambientale dell’identità di una intera porzione di città.
Tutte le opere e le sistemazioni previste nel progetto rispettano le regole e le normative comunitarie, le indicazioni sovra-comunali (Piano Paesistico, piano Provinciale), le prescrizioni di PRG vecchi e in itinere (DPI) e sopratutto il buon senso.
Auspichiamo che la riqualificazione di quest’area, di cruciale importanza per la nostra città, avvenga comunque nel rispetto dei principi e degli obiettivi esposti, certi che questi rappresentino una delle migliori vie da seguire per un reale sviluppo sostenibile di Grottaferrata.
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