La Regione Lazio ha infatti accolto la richiesta della Snam Rete Gas di prorogare i termini per l’avvio e la conclusione dei lavori del metanodotto destinato ad allacciare il futuro polo di produzione al sistema nazionale.
Una decisione che sposta in avanti di anni la tabella di marcia e che mantiene sospesa una partita dal peso strategico per l’intera rete energetica regionale. L’impianto sorgerà in località San Clemente nei pressi dei Cinque Archi.
Un’autorizzazione già concessa
Il via libera al progetto era arrivato nel maggio 2024, con una determinazione regionale che ne aveva riconosciuto la pubblica utilità, l’urgenza e l’indifferibilità.
Si tratta del metanodotto denominato “allacciamento Latina Biometano di Velletri DN 100 – DP 75 BAR”, infrastruttura chiave per convogliare in rete il gas rinnovabile prodotto nell’impianto previsto nelle campagne veliterno-latine. L’autorizzazione
imponeva però scadenze precise: dodici mesi per avviare i lavori e ventiquattro per completarli.
Il nodo dei tempi
Snam non è riuscita a rispettare il cronoprogramma. La società ha motivato il ritardo con i tempi necessari a rendere esecutivi i decreti di servitù emessi dal Comune di Velletri e con le procedure di immissione in possesso dei terreni interessati.
Di fronte a questi ostacoli, la società ha chiesto alla Regione Lazio una proroga.
La Direzione Ambiente e Transizione Energetica, guidata dall’ingegnere Wanda D’Ercole, ha valutato la documentazione e, pur ribadendo la piena validità dell’autorizzazione concessa, ha rimodulato i termini, concedendo più tempo per portare a compimento l’opera.
La nuova scadenza
Il provvedimento regionale stabilisce che i lavori potranno essere avviati e ultimati entro e non oltre il 23 maggio 2029. Una finestra temporale molto più ampia, che coincide con il termine massimo di validità della dichiarazione di pubblica utilità già rilasciata.
In altre parole, la costruzione dell’infrastruttura potrà protrarsi per i prossimi quattro anni, allungando sensibilmente l’attesa rispetto alle previsioni iniziali.
Tempi incerti per il metanodotto di Velletri
Il metanodotto di Velletri si inserisce nel piano di espansione del biometano, considerato una delle risorse più promettenti per ridurre l’impatto ambientale del settore energetico.
Il collegamento alla rete nazionale, gestito da Snam, consentirebbe di immettere gas rinnovabile prodotto localmente, sfruttando scarti agricoli e altre biomasse, riducendo la dipendenza dalle fonti fossili. Per questo motivo, l’opera è stata riconosciuta di pubblica utilità e definita strategica.
Nonostante la proroga, i tempi restano un’incognita. La complessità delle procedure amministrative, gli interventi su terreni privati e i possibili ricorsi possono infatti incidere ulteriormente sul cronoprogramma.
La stessa Regione Lazio ricorda che contro il provvedimento di proroga è ammesso ricorso al TAR o al Capo dello Stato. Una possibilità che potrebbe alimentare nuovi stop o ulteriori rinvii.
Transizione ecologica e vocazione agricola
L’impianto di biometano promette benefici sotto il profilo energetico e ambientale, ma porta con sé anche questioni delicate legate all’impatto paesaggistico e all’uso del suolo agricolo.
La sua collocazione nel cuore delle campagne di Velletri è destinata a sollevare dibattiti tra chi vede in questo investimento un volano per la transizione ecologica e chi teme conseguenze sulla vocazione agricola e sulla vivibilità del territorio.
Con il rinvio deciso dalla Regione Lazio, il progetto resta dunque sospeso tra ambizioni e ostacoli. La proroga accordata a Snam Gas non chiude la partita, ma la prolunga, fissando un orizzonte al 2029.
In questi anni, molto dipenderà dalla capacità della società di rispettare i nuovi termini e dalle dinamiche politiche, economiche e sociali che si svilupperanno attorno all’opera.
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