La vicenda nasce dal rigetto, da parte del Comune di Pomezia, della richiesta di proroga della concessione demaniale marittima n. 1/2007, avanzata dalla titolare dell’impianto/concessione.
La decisione ha spinto l’imprenditrice a rivolgersi al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio, aprendo un caso destinato a far discutere lungo il litorale romano.
Il ricorso contro il Comune per la proroga della concessione di Torvaianica
L’imprenditrice non si è arresa di fronte al no dell’amministrazione comunale e, a fine 2024, ha depositato un ricorso per chiedere l’annullamento dell’atto di diniego.
Una battaglia legale che si è rafforzata nei mesi successivi con la presentazione di ulteriori motivi aggiunti, mirati a contestare punto per punto le motivazioni del Comune di Pomezia. Al centro, la gestione e la durata di una concessione demaniale.
L’amministrazione ha scelto di non restare a guardare.
Con una determinazione approvata il 31 luglio 2025, ma resa pubblica con un mese e mezzo di ritardo, il Comune di Pomezia ha deciso di affidare la propria difesa all’avvocato Damiano Carletti, professionista di Pomezia con lunga esperienza nel settore amministrativo.
L’incarico prevede un impegno economico complessivo di oltre 12mila euro, a carico del bilancio comunale, destinato a coprire sia il ricorso principale che i motivi aggiunti avanzati dalla concessionaria.
I motivi del contendere
Il cuore della contesa riguarda la concessione demaniale rilasciata nel 2007 e in scadenza dopo anni di proroghe e rinnovi.
La titolare aveva chiesto un’ulteriore estensione, sostenendo il diritto a proseguire l’attività alla luce delle normative che hanno a lungo garantito il prolungamento delle concessioni balneari.
Il Comune di Pomezia, però, ha scelto la linea del rigore, respingendo la richiesta e motivando la decisione con ragioni tecniche e di opportunità amministrativa. Una scelta che ora dovrà essere vagliata dai giudici del TAR del Lazio.
Un caso che fa discutere
La vicenda non è soltanto un confronto legale tra un privato e l’amministrazione comunale, ma assume i contorni di un caso emblematico nel più ampio dibattito nazionale sulle concessioni balneari.
Da anni, infatti, il tema delle proroghe divide politici, operatori economici e istituzioni, anche alla luce delle direttive europee che chiedono maggiore concorrenza e trasparenza nell’assegnazione degli spazi pubblici lungo le coste.
Torvaianica, con questa causa, diventa uno dei fronti caldi in cui si misureranno diritto, interessi economici e scelte di politica locale.
La posta in gioco per il territorio
Oltre al destino dello stabilimento, in gioco c’è la visione futura del litorale di Pomezia.
Le scelte sulla gestione delle spiagge influenzeranno il turismo, l’indotto economico e persino la tutela ambientale.
Il Comune di Pomezia, difendendo la propria decisione, rivendica il diritto a governare il territorio nell’interesse pubblico, evitando proroghe indefinite che rischierebbero di cristallizzare situazioni contestate dall’Unione europea.
L’imprenditrice, dal canto suo, si appella alla certezza del diritto e alla tutela degli investimenti già compiuti.
Il Tribunale dovrà ora pronunciarsi sul ricorso e stabilire se l’atto di rigetto sia legittimo oppure vada annullato. Una decisione che potrebbe creare un precedente importante non solo per Pomezia, ma per tutto il litorale nazionale.
Nel frattempo, l’amministrazione si prepara alla battaglia legale, forte della convinzione che la propria scelta risponda a criteri di legalità e trasparenza.
Un braccio di ferro ancora aperto
La sfida tra l’imprenditrice e il Comune di Pomezia è appena all’inizio.
Da una parte gli interessi di un’impresa privata che rivendica la possibilità di continuare la propria attività; dall’altra, un ente pubblico che punta a riaffermare il principio di gestione corretta e imparziale dei beni demaniali. Il verdetto del TAR segnerà il prossimo capitolo di una vicenda che tiene con il fiato sospeso anche altri concessionari di stabilimenti balneari.
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