Il progetto di riqualificazione, inserito nei finanziamenti del PNRR e sostenuto dall’Unione Europea con fondi Next Generation EU, ha l’ambizione di restituire alla città un luogo storico e strategico, ma il cantiere per il restyling si sta allungando molto più del previsto.
Velletri, la promessa e la realtà del cantiere del Mercato Coperto
Il Comune aveva annunciato tempi relativamente rapidi per la conclusione dei lavori, puntando a garantire una nuova veste all’edificio entro l’inizio del 2025.
Ma la realtà del cantiere ha preso una direzione diversa. Tra piogge persistenti, difficoltà logistiche e imprevisti tecnici, il cronoprogramma è slittato. La giunta comunale ha preso atto dei ritardi e ha approvato un nuovo calendario di completamento, con una proroga di 59 giorni che cadrà il prossimo 13 novembre.
Le difficoltà incontrate durante il cantiere di Velletri
Le cause del rinvio sono più d’una.
In primo luogo, il maltempo: settimane di pioggia hanno bloccato le lavorazioni, impedendo agli operai di rispettare le scadenze previste.
Ma non è stato solo il cielo a mettere i bastoni tra le ruote. Il mercato, infatti, è rimasto parzialmente aperto per garantire continuità alle attività commerciali, costringendo il Comune di Velletri a dividere i lavori in due fasi.
Una scelta politica che, se da un lato ha tutelato gli operatori, dall’altro ha complicato l’operatività del cantiere, rallentando l’avanzamento complessivo.
L’impatto sulle attività commerciali di Velletri
Gli esercenti di Piazza Metabo vivono da mesi tra polvere, rumori e corridoi improvvisati per raggiungere i propri magazzini.
La decisione di non interrompere del tutto l’attività mercatale è stata dettata dall’esigenza di proteggere il lavoro quotidiano di decine di famiglie.
Ma questa tutela si è trasformata in un ostacolo alla fluidità del cantiere. Il primo lotto dei lavori non è stato consegnato nei tempi previsti proprio perché alcuni spazi sono rimasti occupati, rallentando le operazioni di smantellamento e ricostruzione.
I costi che lievitano
Come spesso accade nei grandi appalti pubblici, anche a Velletri i costi sono lievitati.
Durante i lavori è stato necessario approvare una variante per far fronte a imprevisti emersi nel corso delle demolizioni. Una modifica che ha comportato un aumento di oltre il 6% del valore complessivo del contratto.
Una spesa aggiuntiva che, seppur giustificata dalle “circostanze imprevedibili”, pesa inevitabilmente sulle casse pubbliche e solleva interrogativi sull’efficienza della programmazione.
La nuova scadenza: 12 novembre 2025
La determinazione dirigenziale approvata il 12 settembre 2025 mette ora nero su bianco il nuovo cronoprogramma.
La conclusione dei lavori slitta ufficialmente di quasi due mesi. Una proroga che, nelle intenzioni del Comune di Velletri, dovrebbe garantire il completamento senza ulteriori intoppi.
Ma tra cittadini ed esercenti prevale la preoccupazione: c’è chi teme che questa proroga sia solo la prima di una lunga serie, e che l’apertura del mercato rinnovato possa diventare un miraggio.
L’intervento si colloca all’interno della più ampia strategia di rigenerazione urbana, pensata per contrastare il degrado sociale, migliorare il decoro cittadino e rilanciare il tessuto economico locale.
Le scelte del Comune di Velletri
Sul tavolo resta il nodo della gestione politica.
La scelta di mantenere il mercato operativo durante i lavori è stata una decisione dell’amministrazione, adottata per proteggere i commercianti. Una scelta comprensibile, ma che oggi si traduce in ritardi e disagi.
La riqualificazione del Mercato Coperto non è solo un cantiere.
Da un lato c’è la possibilità di recuperare un edificio simbolo e restituirlo alla comunità più moderno e funzionale, dall’altro c’è il rischio che ritardi, varianti e imprevisti alimentino sfiducia e rassegnazione. Il tempo dirà se il Comune di Velletri sarà in grado di rispettare questa nuova scadenza e consegnare finalmente ai cittadini un’opera all’altezza delle aspettative.
Leggi anche: Velletri, la ristrutturazione del Mercato Coperto è ‘lenta’, commercianti in difficoltà: ma si apre uno spiraglio

























