La Diocesi di Latina ha comunicato che questa mattina è stato notificato al diacono permanente Alessandro Frateschi il decreto di dimissione dallo stato clericale per decisione diretta di Papa Leone XIV.
Questo decreto di condanna non è appellabile, specifica il comunicato della diocesi.
La notifica del decreto è arrivata presso il carcere di Latina, dove è rinchiuso l’ormai ex professore di religione. Frateschi in primo grado è stato infatti condannato a 12 anni per violenza sessuale. Ha presentato ricorso in appello. Il processo di appello si terrà a novembre.
Mentre la giustizia civile fa il suo corso, il procedimento canonico ha portato alla dimissione dallo stato clericale.
La vicenda del professore di religione a Latina e degli abusi sessuali su minori
Il chierico era accusato di aver commesso abusi sessuali a danno di cinque minori, in un periodo compreso tra il 2018 e gennaio 2023.
In particolare, tre giovani erano suoi alunni presso un istituto superiore di Latina, dove Frateschi aveva un incarico annuale come insegnante di religione cattolica. Un minore gli era stato dato in affidamento mentre il quinto ragazzo è il figlio di amici di famiglia.
Il procedimento canonico è stato istruito e curato dalla Sezione Disciplinare del Dicastero per la Dottrina della Fede. A questa infatti compete il giudizio circa i reati annoverati tra i cosiddetti Delicta graviora, come quelli «contro il sesto comandamento del Decalogo commesso da un chierico con un minore di diciotto anni».
Nel caso specifico di Alessandro Frateschi, il Dicastero per la Dottrina della Fede vista la gravità e il manifesto compimento dei delitti da lui commessi ha deciso di deferire la decisione direttamente al Sommo Pontefice, Papa Leone XIV.
Il Pontefice ha deciso la revoca dello stato clericale.
Il diacono ex professore di religione non potrà mai più insegnare né parlare in nome della Chiesa
Frateschi era un diacono.
Secondo il Catechismo della Chiesa Cattolica, il diaconato è il primo dei tre gradi del sacramento dell’Ordine sacerdotale, ma soltanto gli ultimi due gradi, quelli di presbitero e vescovo, sono di tipo sacerdotale.
Il diacono non può celebrare la consacrazione eucaristica, né assolvere dai peccati in confessione. Può però proclamare il Vangelo e tenere l’omelia; può celebrare la liturgia del battesimo, benedire le nozze, accompagnare alla sepoltura i defunti.
Il decreto di dimissione dallo stato clericale comporta la riduzione allo stato laico.
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Frateschi dunque non potrà più parlare in nome della Chiesa; non potrà tenere omelie; non potrà più assumere incarichi di alcun genere nei Seminari o nelle Parrocchie.
Non potrà più insegnare materie teologiche nelle istituzioni scolastiche e accademiche dipendenti dall’Autorità ecclesiastica; non potrà più insegnare materie teologiche o la religione cattolica nelle scuole non dipendenti dall’Autorità ecclesiastica.
La diocesi di Latina e il caso del professore di religione accusato di reati sessuali
Non appena il vescovo di Latina-Terracina-Sezze-Priverno Mariano Crociata aveva ricevuto la segnalazione delle accuse al professore di religione, aveva subito rimesso la posizione di Alessandro Frateschi al competente Dicastero per la Dottrina della Fede, come previsto dalle attuali norme canoniche.
La diocesi di Latina ricostruisce nel suo comunicato le fasi dell’istruttoria ecclesiastica nei confronti del diacono che hanno infine portato all’intervento del Sommo Pontefice.
Nello specifico, il 30 gennaio 2023, nel primo pomeriggio, il vescovo Mariano Crociata veniva informato dall’Ufficio Scuola della Curia diocesana circa la richiesta di assegnazione di un nuovo insegnante di religione cattolica, al posto di Frateschi, presentata da una scuola di Latina e dei motivi addotti per tale richiesta.
Nelle stesse ore il Vescovo incontrava il docente per ascoltare la sua versione dei fatti. Al termine del colloquio, dopo aver ricevuto dallo stesso Frateschi le dimissioni dall’incarico, mons. Crociata gli comunicava la revoca dell’idoneità all’insegnamento della religione cattolica, oltre a imporgli l’allontanamento cautelare dall’esercizio del ministero diaconale.
Sempre lo stesso giorno, il vescovo Crociata firmava il decreto per l’apertura dell’indagine previa canonica per acquisire tutti gli elementi possibili sul caso, poi trasferiti al Dicastero per la Dottrina della Fede.
Il Dicastero per la Dottrina della Fede, vista la gravità e il manifesto compimento dei delitti da lui commessi, ha infine deciso di deferire la decisione direttamente al Sommo Pontefice, che ha dimesso Frateschi dallo stato clericale.
La diocesi di Latina invita a denunciare i casi di abusi: i contatti
Seppur conclusa la parte canonica, l’intero caso segna una ferita per l’intera comunità diocesana.
La Diocesi di Latina nel suo comunicato rinnova in particolare alle giovani vittime e alle loro famiglie la propria solidarietà e la massima vicinanza.
Con l’occasione, la Diocesi di Latina conferma il suo impegno per la protezione dei giovani, portato avanti in modo specifico dal Servizio Interdiocesano per la Tutela dei Minori.
Chiunque abbia subìto o sia venuto a conoscenza o abbia ricevuto notizia di presunti abusi o comportamenti inappropriati su minori o persone vulnerabili in ambito ecclesiale, anche nel passato, è invitato a rivolgersi al Centro di Ascolto. Basta inviare una mail a: [email protected] o telefonare al n. 0771-740341.
Questa possibilità non si sovrappone o si sostituisce in alcun modo al ricorso all’Autorità Giudiziaria dello Stato, che anzi è incoraggiato fortemente.
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