Il TAR ha infatti “bocciato” il ricorso del Comune contro il Consorzio Cooperative Nettuno 2004. Il Comune di Nettuno accusava il Consorzio di non aver completato le opere di urbanizzazione primaria e secondaria previste dal Piano di zona “Eschieto”.
La decisione è stata depositata dopo l’udienza straordinaria dell’11 luglio 2025. I giudici amministrativi hanno ribaltato la ricostruzione dell’amministrazione comunale. Hanno infatti individuato proprio nel Comune di Nettuno le principali responsabilità dei ritardi che hanno bloccato per oltre vent’anni la realizzazione del piano di edilizia economica e popolare.
La ventennale storia del piano di urbanizzazione di località Eschieto a Nettuno
La vicenda affonda le sue radici nel 1999, quando venne adottata dal Comune di Nettuno la variante urbanistica per creare un nuovo insediamento destinato a quasi 1.500 abitanti in località Eschieto.
Il progetto avrebbe dovuto essere completato entro il 2012. Era prevista, tra l’altro, la realizzazione in Via Tagliamento di 28 alloggi per emergenza abitativa. Il piano di urbanizzazione di quella zona a est di Nettuno prevedeva non solo alloggi di edilizia popolare, ma anche opere quali strade, fognature, illuminazione, aree verdi e servizi di base.
Secondo l’accusa del Comune di Nettuno, il Consorzio Cooperative Nettuno 2004 non avrebbe adempiuto agli obblighi previsti dalle convenzioni. Avrebbe infatti lasciato incompiute opere per un valore stimato di oltre 4 milioni di euro. Inoltre non avrebbe trasferito all’ente la proprietà delle infrastrutture già realizzate.
Il TAR, tuttavia, ha accolto la tesi difensiva delle cooperative, che hanno ribaltato le accuse. Il Consorzio ha attribuito i ritardi e le mancate realizzazioni delle opere di urbanizzazione all’inerzia del Comune di Nettuno stesso.
Il TAR: i ritardi sono colpa dell’inerzia del Comune di Nettuno
I giudici hanno rilevato come, a distanza di anni dall’approvazione del piano di urbanizzazione della località Eschieto, il Comune di Nettuno fosse in ritardo nel rilascio di convenzioni e permessi. Molte convenzioni non erano state ancora stipulate e numerosi permessi di costruire non erano stati rilasciati.
A ciò si sono aggiunti i contenziosi legali, il mancato avvio di opere fondamentali come il sistema di smaltimento delle acque meteoriche, e persino l’omesso pagamento da parte dell’amministrazione di oltre 1,4 milioni di euro di oneri di urbanizzazione relativi a lotti tornati nella sua disponibilità.
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Il collegio ha sottolineato inoltre come il Comune non abbia mai escusso le fideiussioni che avrebbero garantito la realizzazione delle opere mancanti. Così facendo ha lasciato incompiuto l’intervento senza tutelare l’interesse pubblico.
Il Comune di Nettuno sconfitto
Per queste ragioni, la sentenza ha non solo rigettato il ricorso principale dell’amministrazione di Nettuno, ma ha anche accolto la domanda riconvenzionale presentata dalla società S.A.E. – Società Appalti Edili. Quest’ultima ha così ottenuto il riconoscimento di un danno economico legato al pagamento di premi assicurativi resi inutili dalla condotta del Comune.
Le conseguenze della pronuncia sono rilevanti.
Il Comune di Nettuno non solo non potrà rivalersi sul Consorzio per la mancata realizzazione delle opere, ma si trova oggi formalmente gravato dagli oneri relativi ai lotti rientrati nella sua disponibilità.
Deve inoltre rispondere del blocco ultradecennale di un piano pensato per dare risposte al fabbisogno abitativo popolare.























