Per la precisione l’epicentro, a soli 4 chilometri dal centro della città, è stato registrato dall’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) alle coordinate 41.4662 (latitudine), 12.9528 (longitudine), a circa 8 chilometri di profondità.

Coordinate che corrispondono a un punto poco fuori il centro cittadino di Latina, ad est, tra le vie Strada Congiunte Sinistre e Strada del Cucchiarone.

Visto il basso grado di magnitudo e l’orario notturno, la scossa è stata avvertita da poche persone. Secondo quanto riporta l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia le persone che hanno sentito la scossa sono concentrate a Latina, Pontinia e alcuni comuni dei Lepini, in particolare Sermoneta, Sezze e Bassiano.
Interessata, anche se in numero minore, anche la popolazione di Aprilia, Cisterna, Anzio, Sabaudia, Terracina e gli altri comuni dei MOnti Lepini..
Non si segnalano danni a cose o a persone.
Terremoto a Latina, c’è da preoccuparsi?
La scossa di terremoto è stata registrata dai sismografi alle ore 4, 10 minuti e 2 secondi a 4 chilometri a est di Latina.
Si è trattato di un’unica scossa, senza ripetizioni, cioè non si è verificato nemmeno di un piccolo sciame. Un ‘sussulto’ del terreno che può essere definito eccezionale e inatteso.
Parliamo infatti di un territorio, quello pontino, che storicamente non è soggetto a questo tipo di fenomeni.

Come si vede nella mappa qui sopra pubblicata dall’INGV, le onde sismiche si sono propagate in un area corrispondente all’incirca al territorio del comune di Latina, andando a lambire quelli di Nettuno, Aprilia, Sabaudia e i Lepini, per poi spegnersi sulla lunga distanza.
Terremoto inatteso e anomalo
Possiamo parlare di un terremoto anomalo, quanto inatteso. Le mappe di pericolosità redatte dall’INGV in base ai dati storici evidenziano infatti che la zona di Latina presenta una bassissima probabilità che si verifichino tali scosse.

Nella provincia pontina ad avere un leggero più alto grado di rischio sono i territori di Aprilia, legato ai fenomeni dei Castelli romani, e quello dei Monti Lepini. La pianura, invece, è storicamente avara di scosse di terremoto. Qui infatti sono stati costruiti impianti come la centrale nucleare che vengono edificati proprio in territori a scarsissima predisposizione alle scosse di terremoto.
Un sorriso più radioso col "Trattamento illuminante" in un solo appuntamento
Se osserviamo la mappa dello storico delle scosse verificatesi nella pianura pontina, mappa sempre a cura dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, notiamo che dal 1985 ad oggi sono davvero pochissime quelle che si sono verificate a Latina. Inoltre bisogna annotare che tali scosse sono sempre state di grado piuttosto basso, a differenza, ad esempio, di quelle che si sono verificate nella provincia di Frosinone.

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