L’ente provinciale ha di nuovo autorizzato a un cittadino di Genzano di Roma la concessione di un’area di poco più di 53 metri quadrati.
L’obiettivo è semplice: concedere l’uso di un relitto lungo la strada in una residenza privata, garantendo al contempo all’ente un canone d’affitto di appena 712 euro all’anno, poco più di 59 euro al mese.
La storia di un contratto lungo 18 anni
L’iter che ha portato a questa nuova concessione è iniziato nel 2007, quando il richiedente originale ottenne il primo permesso di utilizzare l’area. Un contratto di 6 anni, rinnovato poi per altri 6.
Nel 2018 Città metropolitana aveva avvertito il locatario che alla scadenza del 2019 il contratto sarebbe stato disdetto. Questo atto non era stato fatto perché l’Ente pubblico volesse riappropriarsi dell’area, ma al solo scopo di adeguare il canone di affitto a quelli di mercato.
Il 29 marzo 2019 Città metropolitana aveva comunicato l’importo del nuovo canone concessorio: 605 euro all’anno. L’uomo di Genzano aveva naturalmente accettato. L’accordo prevedeva una durata di altri 6 anni. Ed arriviamo così al 2025.
Città metropolitana ha ripetuto l’iter, prima disdicendo il contratto e poi proponendone uno nuovo, con il canone aggiornato. Stavolta l’affittuario dovrà corrispondere la somma di 712,00 euro l’anno.
Con la nuova stipula, il contratto riparte dal 1° ottobre 2025, garantendo altri sei anni di utilizzo della porzione di terreno, rinnovabili in futuro.
La Città Metropolitana ha sempre sottolineato la volontà di aggiornare il canone secondo i prezzi di mercato, bilanciando la tutela dei cittadini con l’efficienza economica dell’ente.
Canone simbolico
Il canone annuo di 712 euro può sembrare irrisorio per una proprietà pubblica.
Tuttavia, l’importo è stato calcolato dall’ufficio tecnico della Città Metropolitana in base alle linee guida vigenti e rispetta il principio di massimizzazione delle entrate pubbliche senza gravare eccessivamente sul cittadino.
In termini pratici, significa che il nuovo residente pagherà circa 59 euro al mese per un’area che era considerata abbandonata e inutilizzabile.
La concessione non ha incontrato ostacoli legali o amministrativi. La documentazione è stata esaminata dalla Città Metropolitana, che ha verificato il rispetto di tutte le norme, incluse quelle sul casellario giudiziale del richiedente. Non sono emerse cause di esclusione, né vincoli particolari che potessero rallentare l’iter.
Due piccioni con una fava
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Certo, il bilancio di Città metropolitana di Roma non verrà stravolto da questo nuovo accordo, che prevede una rivalutazione di ben 107 euro all’anno! Il canone del precedente accordo, infatti, era di 605 euro l’anno.
Cosa ci faccia il concessionario con quel rudere non è dato di sapere. Se venga utilizzato come residenza, come magazzino o come allevamento di polli o piccioni alla Città metropolitana non interessa.
Sicuramente per l’Ente è un sistema di mettere a frutto anche la minima e più insignificante proprietà. E magari anche di togliersi il problema che qualcuno, l’amministrazione di Castel Gandolfo in primis, possa chiedergli conto di quell’area a bordo strada che onestamente appare piuttosto degradata.

Resta un unico dubbio ‘burocratico’: perché per questo bene pubblico non è stato previsto un bando?
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