Secondo quanto stabilito proprio da Gualtieri, cittadini, associazioni e Comuni hanno esattamente trenta giorni di tempo per inviare osservazioni tecniche contro il progetto, a partire dal 17 settembre, fissando così la scadenza al 17 ottobre 2025.
Inceneritore Acea di Roma: cittadini e Comuni hanno 30 giorni per opporsi
Parliamo, ovviamente, del maxi inceneritore Acea. La complessità del dossier e le possibili ripercussioni ambientali e sanitarie hanno già acceso un ampio dibattito pubblico.
Ora, i cittadini potranno mandare le loro osservazioni tecniche relative al progetto. Osservazioni tecniche che costituiranno, probabilmente, in seguito, ulteriore materiale che finirà anche nei futuri immancabili ricorsi in Tribunale contro il progetto, subito dopo il provvedimento PAUR di Gualtieri.
C’è tempo fino al 17 ottobre, basta un invio al Comune. di Roma via pec
La procedura, regolata dall’art. 27-bis del D.Lgs. 152/2006, prevede che gli enti coinvolti verifichino la completezza dei documenti e indichino eventuali integrazioni. I cittadini e i Comuni sono chiamati a pronunciarsi.
Tutti gli interessati devono inviare osservazioni entro il 17 ottobre 2025 tramite PEC all’indirizzo:
[email protected]
Il Comune di Roma garantirà la pubblicazione nell’albo pretorio digitale. Si tratta dell’unica possibilità legale per partecipare al procedimento, che combina complessità tecnica e scadenze ravvicinate.
Per visionare tutto il progetto dell’Inceneritore Acea di Gualtieri e scaricare i vari documenti, CLICCA QUI
La vicenda si inserisce in un contesto già teso: la gestione dei rifiuti a Roma è da anni fonte di conflitto tra cittadini, Comuni limitrofi e Governo centrale. Il termine imposto da Gualtieri rischia di trasformare una procedura tecnica in un caso politico, con possibili proteste e pressioni sul Comune e sul Commissario.
Sono molti, del resto, i temi ambientali e sanitari sul tavolo.
Inceneritore di Roma, i quattro pozzi Acea che uccideranno la falda dei Castelli
Uno dei principali argomenti della contestazione all’impianto è quello dei quattro pozzi Acea inclusi nel progetto, che rischiano di devastare la falda idrica dei Castelli Romani.
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La costruzione di questi 4 pozzi ha lo scopo di succhiare circa 10mila litri d’acqua l’ora (H24 – 365giorni l’anno – per i prossimi 4 decenni, così riporta il progetto) per raffreddare l’impianto brucia-rifiuti da 600mila tonnellate l’anno di spazzatura
Parliamo di un impianto di dimensioni e interessi eccezionali. Un impianto promosso da Acea, la municipalizzata dell’acqua di proprietà al 51% del Comune di Roma, ed ora oggetto di un bando pubblico dal valore di 7,4 miliardi di €, l’equivalente di una mini-finanziaria nazionale.
In particolare 2 dei pozzi saranno esclusivamente di monitoraggio della falda idrica, così spiega il progetto, mentre gli altri 2 saranno quelli effettivamente operativi.
Uno situato nella parte settentrionale ed uno su quella meridionale del terreno prescelto. Serviranno, come già accennato, a prelevare il fiume d’acqua necessario a raffreddare fumi, ceneri e impiantistica industriale.

La condotta idrica Acea che toglierà acqua a Albano
Acea toglierà anche acqua ad Albano (con la condotta idrica da 5,2 km) prelevata dal depuratore di Pavona. P
er far funzionare il suo forno brucia-rifiuti da 600mila tonnellate annue Acea è intenzionata a ‘impadronirsi’ dell’acqua in uscita dal depuratore situato nel comune di Albano, frazione di Pavona, in località Santa Maria in Fornarola. Un depuratore attivo da anni ad un tiro di schioppo da villa Contarini, dalla biblioteca comunale e dalla centralissima piazza Berlinguer.
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Acea sottrarrà acqua potabile anche a Ardea e Pomezia
Per l’inceneritore di Roma Acea sottrarrà acqua potabile a Pomezia e Ardea.
La quantità d’acqua potabile che verrà sottratta da Acea è notevole, pari a 7.200 litri di acqua potabile l’ora, H24, 365 giorni l’anno. Per un totale di circa 172mila litri al giorno, oltre 63milioni di metri cubi l’anno.
È questa difatti la quantità di acqua che Acea, la municipalizzata di proprietà al 51% del comune di Roma, preleverà del centro idrico potabile Acea di Santa Palomba.
Così si legge, nero su bianco, sul progetto tecnico del termovalorizzatore. L’acqua potabile verrà portata sul terreno prescelto grazie ad una una apposita condotta idrica che verrà realizzata nei pressi del tracciato della via Ardeatina e avrà una lunghezza stimata di circa 2,5 km, metro in più, metro in meno.


























