Dall’anno 2000 è infatti in vigore in Italia la norma per cui su un terreno dove c’è stato un incendio non si può costruire nulla per almeno 10 anni (Legge 21 novembre 2000, n. 353).
Era infatti diventata pratica di alcuni speculatore dare fuoco all’area oggetto delle loro mire, evitando problemi di lavori o vincoli che la vegetazione creava loro.
Comune di Latina: sull’area bruciata non si può edificare
Tutto ha avuto inizio con una nota comunale del 1° febbraio 2025, nella quale il Dipartimento Territorio e Rigenerazione Urbana ha comunicato che alcune particelle di terreno, interessate da un incendio boschivo verificatosi il 22 settembre 2021, risultano perimetrate come “aree percorse dal fuoco” secondo i dati del Geoportale dell’Arma dei Carabinieri.
Di conseguenza, qualsiasi proposta di edificazione o variazione della destinazione urbanistica di tali aree non può essere accolta, in applicazione della normativa vigente in materia di vincoli post-incendio.
Il privato ricorre al Capo dello Stato
A seguito di questa comunicazione, la società interessata ha presentato un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, notificato il 3 giugno 2025 e acquisito agli atti del Comune di Latina il giorno successivo.
Il ricorso contiene anche una richiesta di risarcimento danni nei confronti dell’Ente.
Nel mese di luglio, la dirigenza del Servizio Urbanistica ha ritenuto opportuno richiedere la trasposizione del ricorso presso il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio – Sezione di Latina, al fine di consentire la costituzione in giudizio da parte del Comune di Latina.
Una relazione legale depositata il 20 agosto 2025 ha confermato la sussistenza dei presupposti per l’opposizione e ha raccomandato l’avvio delle procedure difensive.
Il Comune di Latina si prepara a difendersi
Con delibera di questi giorni, la Giunta comunale guidata dal sindaco Matilde Celentano ha quindi formalizzato la decisione di affidare la rappresentanza legale dell’Ente all’avvocato Cinzia Mentullo, componente dell’Avvocatura comunale, incaricandola di procedere con l’atto di opposizione e di gestire tutte le fasi successive del contenzioso.
Non è previsto, al momento, alcun impegno di spesa straordinario, poiché l’incarico rientra tra i compiti istituzionali dell’Avvocatura comunale. All’avvocato incaricato spetteranno i compensi professionali stabiliti dai contratti collettivi e dalla normativa vigente.
Ora è tutto nelle mani del Presidente della Repubblica, ovvero dei giudici dei suoi uffici.
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