A denunciarlo, con una lettera indirizzata al Ministro dell’Istruzione e del Merito e alla Presidente del Consiglio, è stato il fratello Ivan Roberto Mendico, che chiede interventi urgenti e concreti per contrastare un fenomeno che continua a mietere vittime in Italia.
Una tragedia annunciata
Secondo quanto riportato nella lettera, gli episodi di bullismo ai danni di Paolo erano stati più volte segnalati alle autorità competenti, senza che però venissero adottati provvedimenti adeguati.
«Nessun intervento concreto è stato posto in essere per tutelare la sua dignità e la sua sicurezza», denuncia il fratello. Un silenzio istituzionale che oggi pesa come un macigno, trasformandosi in un drammatico fallimento collettivo.
Il peso insostenibile del bullismo
Il gesto di Paolo non è purtroppo un caso isolato. Negli ultimi anni, diverse famiglie italiane hanno pianto figli e figlie vittime di bullismo e cyberbullismo, giovani che non hanno trovato il sostegno necessario nei momenti più difficili.
«Ogni episodio rimasto senza risposte adeguate è un fallimento che pesa non solo sulle famiglie colpite, ma sull’intera società», scrive Mendico, invitando la politica a non relegare queste morti nell’ombra.
L’appello alle istituzioni
La lettera, inviata anche al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, si conclude con un appello accorato:
«È indispensabile promuovere una cultura della prevenzione, della responsabilità e del rispetto, affinché nessun altro ragazzo o ragazza sia costretto a subire violenze psicologiche o fisiche tali da spingerlo a gesti estremi».
L’eco della tragedia ha raggiunto persino Papa Leone XIV, segno della gravità e della risonanza dell’accaduto.
Ma al di là del clamore mediatico, resta l’urgenza di azioni concrete: formazione degli insegnanti, sportelli di ascolto, protocolli chiari e immediati di intervento, ma soprattutto una cultura scolastica che sappia educare al rispetto reciproco.



























