È stata così decretata la fine di una causa che aveva alimentato tensioni, polemiche e paure sul destino degli anziani ospiti.
Una vicenda già segnata da un passaggio cruciale nell’estate del 2023, quando il sindaco Ascanio Cascella annunciò la chiusura della struttura di via Fontana delle Fosse a seguito di una ispezione della Asl e della dichiarazione di inagibilità.

Dichiarò allora il primo cittadino:
“Con dispiacere è stata chiusa la storica casa di riposo Berardi. La struttura è stata evacuata e gli ospiti trasferiti”.
Le dichiarazioni di allora avevano però lasciata aperta la speranza di una riapertura futura.
Lo scontro sull’ordinanza del 2022
Tutto era cominciato nel febbraio 2022, quando il Comune di Velletri aveva imposto alla Fondazione la chiusura immediata della struttura, giudicata priva dei requisiti autorizzativi previsti dalla normativa regionale.
L’ordinanza intimava il trasferimento degli ospiti entro sessanta giorni, in accordo con le famiglie, e la successiva serrata dei cancelli della residenza. Una misura drastica, giustificata dai funzionari comunali con ragioni di sicurezza e conformità normativa, ma vissuta come un vero e proprio affronto dalla storica istituzione veliterna.
La resistenza della Fondazione
La risposta della Fondazione non si fece attendere.
Nel maggio dello stesso anno, l’ente decise di portare la battaglia davanti al TAR del Lazio, denunciando l’ordinanza come ingiusta e sproporzionata.
Un’azione giudiziaria che per lungo tempo ha congelato il provvedimento comunale, mantenendo in bilico il futuro della Casa di Riposo e alimentando un clima di incertezza.
Per tre anni, la vicenda è rimasta sospesa tra udienze, memorie difensive e rinvii, in un intricato percorso di carte bollate che ha appesantito ulteriormente il già complesso quadro delle politiche sociali locali.
La svolta inattesa
Poi, a metà settembre di quest’anno, il ribaltone: la stessa Fondazione ha presentato un atto formale di rinuncia, dichiarando di non avere più interesse a proseguire la causa.
Una scelta che il Collegio giudicante, presieduto dal dottor Oscar Marongiu, non ha potuto far altro che ratificare, chiudendo definitivamente il contenzioso. Le spese legali sono state compensate, evitando ulteriori oneri per entrambe le parti.
Resta però la domanda di fondo: perché, dopo anni di battaglia, la Fondazione ha deciso di deporre le armi proprio adesso?
Una vicenda senza un vincitore
Se da un lato il Comune di Velletri può gioire per la chiusura di un procedimento che minacciava di protrarsi ancora a lungo, dall’altro la decisione della Fondazione lascia un sapore amaro.
La rinuncia al ricorso non equivale a un riconoscimento delle ragioni dell’amministrazione, ma sancisce piuttosto la resa a un logorante braccio di ferro. La Fondazione e la casa di riposo scompaiono dunque dalla società di Velletri: è scomparso persino il sito internet della Fondazione.
La sensazione è quella di una partita chiusa senza veri vincitori, con sullo sfondo il destino di una struttura che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento per gli anziani del territorio.
Il peso delle carte bollate
Questa vicenda è l’ennesima conferma di come la burocrazia e le controversie legali possano schiacciare realtà storiche, travolte da norme, regolamenti e procedure sempre più stringenti.
La Casa di Riposo veliterna, fondata nel 1908 con finalità assistenziali e radicata nella comunità cittadina, ha visto la propria sopravvivenza compromessa. Alla fine, il risultato è stato il logoramento di entrambe le parti e un quadro sociale che resta fragile e incerto.
Per ora, resta soltanto la cronaca di una lunga “guerra di carte bollate”, terminata non con una sentenza definitiva di merito, ma con una rinuncia che
lascia più domande che certezze.
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