Albano, un progetto edile al momento non noto
Una determinazione dirigenziale autorizza l’apertura di un ingresso privato lungo la SP 94, al Km 3,391, poco fuori dal centro abitato di Cecchina Alta-Poggiameno.
Tecnicamente si tratta di un varco funzionale alla viabilità interna di uno o più fabbricati, così riportano le carte nelle quali non viene però specificata la portata del progetto immobiliare.
Ma, al di là delle carte bollate, il segnale è chiaro: qui si prepara una importante operazione immobiliare. Ville bifamiliari, trifamiliari e quadrifamiliari già previste a Cecchina bassa? O palazzi come quelli già presenti in zona Poggiameno?
Dal passato al presente
La società costruttrice non è nuova a simili operazioni. Negli ultimi anni ha riesumato l’ambizioso piano edilizio firmato a suo tempo da Mattei, sindaco che immaginava una Cecchina in costante crescita urbanistica.
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La zona Madonna degli Angeli è stata il banco di prova, con la moltiplicazione di residenze di medio-alto livello. Adesso, con il via libera al nuovo passo carrabile, l’orizzonte si sposta verso l’alto della frazione, nell’area di Poggiameno.
‘Cecchina’ 3 prende forma?
Gli osservatori locali – che preferiscono non comparire – parlano già di “Cecchina 3”. Dopo l’espansione a valle, il quartiere si prepara a conquistare anche i pendii che guardano verso Albano e Genzano.
Potrebbe quindi non trattarsi solo di nuove abitazioni, ma di un intero assetto urbano che rischia di cambiare l’identità stessa del territorio. L’accesso sulla provinciale rappresenterebbe la prima tessera di un mosaico che, passo dopo passo, potrebbe generare un nuovo agglomerato residenziale.
Le implicazioni urbanistiche
Ma un nuovo quartiere significherebbe strade da gestire, traffico da assorbire, servizi da garantire. Ogni villa, ogni palazzina, comporta un incremento di auto, di utenze, di bisogni collettivi.
Eppure, a fronte del rischio di una trasformazione così profonda, il dibattito pubblico resta afono. Nessuna assemblea cittadina, nessuna discussione aperta con i residenti. Tutto sembra muoversi sotto traccia, tra faldoni tecnici e concessioni trentennali.
Ma non c’era la crisi idrica?
Il punto vero resta la visione complessiva: serve davvero un nuovo quartiere in un’area già satura di edilizia? O si rischia l’ennesimo consumo di suolo agricolo, sacrificato sull’altare di interessi privati mascherati da progresso urbano?
E il problema dell’acqua e della gravissima crisi idrica? Come verrà risolto con Acea?
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Un futuro scritto nel cemento
La vicenda lascia un senso di déjà-vu.
Ogni nuova autorizzazione, ogni piano rispolverato, sembra parte di una sceneggiatura già vista: il territorio piegato alle logiche edilizie, le periferie che si espandono senza un disegno organico, i cittadini relegati al ruolo di spettatori.
Con il varco sulla provinciale, Cecchina 3 muove i primi passi. E il futuro, ancora una volta, sembra scritto nel cemento, a caratteri cubitali!






















