L’impianto, gestito dalla Edipar Srl, era stato punto di riferimento per imprese e privati nella gestione degli scarti edili. Ora, però, quello spazio non ospiterà più cumuli di detriti né mezzi pesanti, ma un nuovo distretto commerciale a vocazione artigianale e di ferramenta.
Una trasformazione che sancisce la fine di un’epoca e l’inizio di un diverso utilizzo di un’area strategica per la città.
Frascati, una trasformazione annunciata
Il cambiamento non è arrivato all’improvviso.
Già dal 2021 l’attività di stoccaggio era stata sospesa e l’area interessata da lavori edilizi che ne hanno progressivamente mutato la fisionomia.
I capannoni destinati al deposito dei rifiuti sono stati smantellati, le aree bonificate e il terreno ripensato per accogliere attività artigianali e di vendita al dettaglio. Lì dove un tempo c’erano rifiuti e polveri, oggi sorgono botteghe, showroom di materiali edili e punti vendita specializzati.
Terminata una stagione di un quarto di secolo
A suggellare il cambiamento è arrivata la liquidazione della società Edipar Srl, formalmente sciolta nel 2024 dopo anni di attività in calo.
La revoca dell’autorizzazione ambientale unica – che consentiva il trattamento dei rifiuti edili – era ormai inevitabile: lo stabilimento non corrispondeva più a quanto previsto, con impianti dismessi e spazi riconvertiti.
La cancellazione della società dal registro delle imprese che effettuano attività di recupero di rifiuti chiude così definitivamente una stagione iniziata negli anni duemila.

Dallo smorzo al distretto artigianale
Oggi l’area ospita un complesso commerciale ribattezzato “Distretto Artigianale Romana”, con al centro “Romana 24”, punto vendita di materiali edili e ferramenta.
Un’evoluzione che rispecchia il cambiamento dei bisogni del territorio: meno stoccaggio, più servizi legati alla costruzione, alla ristrutturazione e alla piccola artigianalità. Un polo che attrae artigiani, imprese edili e cittadini alla ricerca di soluzioni rapide, in un contesto più moderno e funzionale rispetto al passato.
Impatto sul territorio
La riconversione dell’area non riguarda solo l’economia locale, ma anche l’ambiente.
La bonifica delle aree un tempo destinate allo stoccaggio dei rifiuti ha eliminato potenziali criticità, migliorando la vivibilità della zona e riducendo rischi di contaminazioni.
La scomparsa di un impianto così impattante, con traffico di camion e polveri sottili, segna un alleggerimento per i residenti.
Allo stesso tempo, il nuovo centro commerciale offre opportunità di sviluppo e posti di lavoro, pur con una natura completamente diversa rispetto al passato.
La periferia si reinventa
La storia dello smorzo di Frascati è lo specchio di un cambio di paradigma più ampio.
L’edilizia e la gestione dei rifiuti, un tempo settori trainanti e ingombranti, lasciano spazio a un modello produttivo più leggero, fatto di commercio e servizi.
Non si tratta solo di un mutamento urbanistico, ma di una scelta che ridefinisce l’identità della zona: da snodo per i rifiuti a hub artigianale. Un passaggio che racconta la trasformazione delle periferie metropolitane, sempre più chiamate a reinventarsi tra esigenze economiche, vincoli ambientali e nuove domande sociali.
Il futuro di via Cisternole
Con la revoca dell’autorizzazione ambientale e la chiusura definitiva della Edipar Srl, via Cisternole guarda quindi al futuro.
Il distretto artigianale si propone come spazio dinamico e in crescita, pronto a diventare un punto di riferimento per imprese e cittadini.
Dove un tempo regnava la polvere dei cantieri, oggi si costruisce una nuova identità urbana, che guarda avanti senza dimenticare un passato che ha segnato profondamente il tessuto economico e sociale di Frascati.
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