Le indagini archeologiche hanno portato alla luce fasi precedenti alla costruzione della chiesa tardoantica, risalente alla fine del V secolo d.C.
L’edificio sacro sarebbe stato eretto sopra una struttura più antica, segno della continuità di frequentazione del sito.
Tra i reperti rinvenuti figurano frammenti di colonne e testimonianze di un insediamento di età tarda, che confermano l’uso stratificato degli impianti urbanistici nel corso dei secoli.
I lavori di ricerca sono stati condotti dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone e Latina,
Qui si ritiene che nell’anno 61 d.C. vi fu un incontro tra i primi cristiani e San Paolo.
Negli Atti degli Apostoli: Paolo a Roma (At. 28,11-31)
“…,Quindi arrivammo a Roma. 15I fratelli di là, avendo avuto notizie di noi, ci vennero incontro fino al Foro di Appio e alle Tre Taverne. Paolo, al vederli, rese grazie a Dio e prese coraggio…”
Ricordiamo anche che a Tres Tavernae fu imprigionato l’ex-imperatore Flavio Valerio Severo da Massenzio e Massimiano prima di essere ucciso nell’anno 307 d.C.
Presentata la scoperta a Tres Tabernae
La scoperta è stata presentata in occasione della Giornata Europea del Patrimonio. Una giornata ha visto un’affluenza straordinaria: oltre 300 persone hanno visitato in sole quattro ore, dalle 9 alle 13, il cantiere di scavo eccezionalmente aperto al pubblico.
L’iniziativa, intitolata “Tres Tabernae. Sulla strada di Paolo di Tarso, un crocevia del Mediterraneo”, è stata promossa in collaborazione con il Comune di Cisterna di Latina, la Diocesi di Latina Terracina Sezze Priverno, il Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, la Fondazione Roffredo Caetani Onlus e l’UNESCO.
La visita guidata, curata dall’archeologa Daniela Quadrino, ha illustrato lo stato di avanzamento delle ricerche e il significato storico del sito.
“L’affluenza e l’interesse dei visitatori – hanno commentato il sindaco Valentino Mantini e l’assessora alla Cultura Maria Innamorato – confermano il valore del sito di Tres Tabernae come luogo identitario e crocevia di culture mediterranee, restituendo al territorio e alla comunità un tassello fondamentale della propria storia.
Ringraziamo la Soprintendenza sperando di poter replicare al più presto questa bella esperienza”.
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