Una scelta rapida, maturata con la Conferenza di Servizi semplificata conclusa il 26 settembre 2025, che ha raccolto in tempi record tutti i pareri necessari. Risultato: disco verde senza condizioni.
La strada è ora spianata per un intervento destinato a cambiare il volto di alcune zone cittadine. La procedura d’abbattimento era partita ad agosto scorso.
Frascati, alberi malati e pericolosi
Il provvedimento non nasce dal nulla. Già lo scorso anno un censimento condotto dall’agronomo Marco Andrielli aveva passato in rassegna 3.000 alberi sparsi sul territorio comunale.
Da quel lavoro emerse un quadro inquietante, secondo il Comune di Frascati: 217 esemplari risultavano nella massima classe di rischio, con propensione al cedimento “D”. Alcuni di essi sono già stati abbattuti nel corso del 2025, ma ne restano ancora 180 che, secondo i tecnici, non lasciano alternative. L’unica soluzione per evitare crolli improvvisi è la rimozione.
Un iter burocratico lampo
Per non rimanere intrappolati nei soliti tempi della burocrazia, il Comune di Frascati ha scelto la via della Conferenza di Servizi semplificata.
In pratica, una consultazione accelerata tra tutti gli enti competenti: Soprintendenza, Ente Parco dei Castelli Romani e Sportello Unico Edilizia. La mossa ha funzionato.
L’Urbanistica ha espresso parere favorevole, ritenendo compatibile l’operazione con il contesto paesaggistico. Gli altri enti, non avendo risposto entro la scadenza, hanno dato assenso tacito. Tradotto: il progetto passa, senza paletti.
Sicurezza prima di tutto
Il Comune di Frascati ha motivato la decisione con la necessità di tutelare la pubblica incolumità.
Troppi episodi recenti hanno mostrato la vulnerabilità del patrimonio arboreo cittadino: alberi che cadono dopo un temporale, rami spezzati che piombano su strade e marciapiedi. Con l’autunno alle porte e il rischio di piogge violente, la prudenza ha prevalso.
Si legge negli atti:
“Abbiamo il dovere di intervenire con tempestività nel rispetto del principio di buon andamento della Pubblica Amministrazione e di salvaguardia della cittadinanza”.
Un patrimonio che si riduce. E le compensazioni?
Certo, la decisione non lascia indifferenti. Frascati paga già un prezzo alto in termini di verde urbano, e l’abbattimento di 180 alberi in tre anni rischia di accentuare la perdita di ossigeno ambientale e bellezza paesaggistica.
Molti di questi esemplari si trovano in aree vincolate, compresi spazi storici e parchi tutelati. Un colpo al cuore, per chi vede negli alberi non solo un rischio, ma anche un patrimonio da difendere.
Anche se una mappa completa degli abbattimenti non è stata resa nota dal Comune di Frascati, da quanto a nostra conoscenza.
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Se il documento comunale non affronta direttamente la questione, resta sul tavolo il tema delle compensazioni ambientali.
Di solito, operazioni di questa portata vengono bilanciate da nuovi piani di piantumazione o riqualificazione delle aree verdi. Sarà così anche a Frascati?
Al momento, non c’è un piano ufficiale. Ma cittadini e associazioni attendono risposte, convinti che sicurezza e ambiente non possano essere contrapposti, bensì armonizzati.
La sfida che resta
Il calendario degli abbattimenti è già tracciato: gli interventi saranno scaglionati tra il 2025 e il 2027.
L’operazione sarà gestita dall’impresa incaricata della manutenzione del verde, con possibili disagi per la viabilità e l’accesso a parchi e piazze.
Un sacrificio temporaneo, promettono dal Comune di Frascati, in nome della sicurezza pubblica. Ma la domanda resta: quale volto avrà Frascati quando il piano sarà completato?
Un atto di rigore amministrativo che mette al centro l’incolumità dei cittadini, ma che al tempo stesso solleva dubbi sul futuro del verde pubblico.
Ora la palla passa alla politica e alla comunità: evitare che la città tenda a diventare un deserto di cemento sarà la vera sfida dei prossimi anni.
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