Diversi cittadini avevano infatti segnalato la presenza di uno scarico sospetto che arrivava fino alla battigia.
La Capitaneria di Porto di Anzio ha quindi richiesto un sopralluogo tecnico per verificare la natura del fenomeno e garantire la sicurezza dei bagnanti.
Scoperta l’origine della perdita d’acqua
All’ispezione hanno preso parte il personale della Capitaneria di Porto, i delegati dell’Ufficio Demanio e dell’Ufficio Tecnico del Comune di Nettuno, agenti della Polizia Locale, tecnici di Acqualatina Spa e operatori della Asl, incaricati di valutare la salubrità delle acque.
Con l’ausilio di un tracciante fluorescente verde biodegradabile, i tecnici hanno accertato che non si tratta di uno scarico abusivo, bensì di una copiosa perdita idrica proveniente da via della Liberazione e riversata fino in mare.
Il controllo della Asl ha escluso contaminazioni: l’acqua è risultata chiara e non pericolosa. Resta però la necessità di un intervento tecnico.
La Capitaneria ha affidato ad Acqualatina il compito di individuare il guasto e ripristinare al più presto la condotta.
Intervento della Polizia Locale di Nettuno
Nell’attesa, la Polizia Locale di Nettuno ha transennato la zona in cui l’acqua stagnante forma una pozzanghera di notevoli dimensioni.

Non si tratta di un rischio sanitario, ma la profondità dell’accumulo rappresenta un pericolo per l’incolumità dei cittadini e dei bagnanti.
L’amministrazione comunale invita i cittadini alla massima prudenza, sottolineando che la situazione è sotto controllo e che seguiranno aggiornamenti sugli interventi di riparazione programmati da Acqualatina.
Il Comune di Nettuno e Acqualatina
Lo scorso anno il Comune di Nettuno, guidato dal sindaco Nicola Burrini, aveva intrapreso una dura battaglia contro Acqualatina, accusata di non intervenire sulle criticità della rete idrica cittadina e di aver lasciato senza risposta numerose diffide.
Cedimenti stradali, allagamenti e lavori incompleti avevano spinto l’amministrazione ad avviare una messa in mora e a procedere per vie legali, con l’obiettivo di obbligare il gestore a ripristinare le condizioni di sicurezza.
Una presa di posizione che segnava una rottura rispetto all’atteggiamento di altri Comuni dell’Ato 4, spesso accusati dalle associazioni dei consumatori di approvare aumenti tariffari senza chiedere ad Acqualatina conto dei risultati ottenuti.
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