Domenica 5 ottobre e lunedì 6 ottobre 2025, alle ore 17.00, l’aula consiliare di Palazzo Savelli, in piazza della Costituente, diventerà il palcoscenico di una proiezione speciale: L’Ultima Isola, il film di Davide Lomma dedicato al naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013.
L’ingresso sarà libero e gratuito, un’occasione unica per cittadini, studenti e curiosi di confrontarsi con una delle più drammatiche ferite del nostro tempo.
Una pellicola che scava nell’anima
Non una semplice proiezione, ma un viaggio dentro la memoria collettiva. Il film racconta con asciuttezza e potenza il naufragio che portò alla morte di 368 persone, restituendo volti e dignità a chi rischia di restare confinato alle statistiche. Attraverso una regia sobria e una fotografia tagliente, Lomma costruisce un’opera che non si limita a testimoniare, ma chiama lo spettatore a scegliere: restare indifferente o prendere posizione.
La decisione del ricorso: resa nota solo ora
L’arrivo del film ad Albano è il risultato di un via libera ottenuto dopo un ricorso discusso e deciso lo scorso 19 agosto. Una decisione rimasta però sotto traccia, resa nota solo ora, a inizio ottobre. Perché tanto silenzio? La tempistica, inspiegabilmente dilatata, solleva interrogativi sulla gestione dell’intera vicenda. È un dettaglio che pesa e che rende ancora più significativa la proiezione in una sede istituzionale come l’aula consiliare.
Il mistero delle compensazioni territoriali
Dietro le quinte resta poi un nodo ancora irrisolto: quello delle cosiddette compensazioni territoriali. Da quanto a nostra conoscenza, nulla di definito è stato stabilito. La proiezione è confermata, sì, ma le contropartite per il territorio – promesse, accennate, mai spiegate – restano un rebus. Quali benefici, quali ricadute culturali ed economiche sono previste per Albano? Domande che attendono risposte chiare e che rendono il clima ancora più teso.
La forza di un gesto semplice
Il film non si limita a raccontare il naufragio. Porta sullo schermo la storia di otto amici che, in una notte come tante, si trasformarono in eroi improvvisati. A bordo di una piccola imbarcazione lunga appena nove metri, riuscirono a salvare 47 vite. Non avevano mezzi speciali, non erano professionisti del soccorso, ma scelsero di non voltarsi dall’altra parte. Un gesto di pura umanità, capace di illuminare il buio di una tragedia senza confini.
Albano come crocevia di memoria
Che il film venga proiettato non in una sala cinematografica, ma nell’aula consiliare del Comune, è una scelta dal forte valore simbolico. Palazzo Savelli, cuore della vita politica cittadina, si trasformerà per due giorni in luogo di memoria collettiva. Non solo arte, quindi, ma anche politica, società, responsabilità istituzionale. Perché ricordare significa anche assumersi il peso delle proprie scelte, e Albano si trova ora in prima linea.
Un appuntamento che va oltre il cinema
La proiezione non è intrattenimento: è un atto civile. In un’epoca segnata dall’indifferenza, L’Ultima Isola è un invito alla riflessione. Sulle politiche migratorie, sulle responsabilità dei governi, sulla dignità delle persone. Un film che diventa specchio della società e che interroga ciascuno di noi. Non a caso il Ministero della Cultura lo ha riconosciuto come opera d’essai: un segnale della sua importanza non solo artistica ma anche sociale.
Il non detto che pesa
Se da un lato il via libera è stato annunciato con entusiasmo, dall’altro restano ombre e domande inevase. Perché la decisione del ricorso è stata resa pubblica solo a ridosso della proiezione? Perché sulle compensazioni territoriali regna ancora il mistero? Sono dettagli che raccontano di una macchina amministrativa lenta, spesso opaca, che non riesce a garantire trasparenza. Una narrazione parallela che rischia di oscurare la forza del film, ma che merita di essere portata alla luce.
Un’occasione da non perdere
Domenica 5 e lunedì 6 ottobre i cittadini di Albano avranno dunque l’occasione di vivere un’esperienza rara: assistere gratuitamente a un film che è già entrato nella storia del cinema civile italiano. Un’opera che scuote, divide, commuove. E che, soprattutto, ci ricorda che dietro ogni tragedia ci sono volti, storie, vite spezzate. Albano Laziale diventerà per due giorni un faro acceso sulla memoria e sulla coscienza collettiva.

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