«Questa è l’ora della responsabilità. I cittadini non vogliono tatticismi o giochi di palazzo, vogliono fatti».
Parole nette, quelle del primo cittadino, che fotografa un momento delicatissimo per l’amministrazione comunale di Latina, alle prese con le prime vere crepe nella tenuta politica della coalizione che la sostiene.
Il sindaco non nasconde la delusione per quanto accaduto martedì in Aula, dove i numeri sono venuti meno e le assenze in maggioranza hanno fatto vacillare la stabilità dell’esecutivo: «Non servono né assenze né distinguo: la città chiede compattezza, serietà e coerenza».
Progetti in movimento a Latina: ex Svar e Mercato annonario
La Celentano prova però a spostare il focus sui risultati ottenuti e sul lavoro in corso. Rivendica una gestione amministrativa che, nonostante le difficoltà ereditate, sta finalmente sbloccando progetti fermi da anni.
Tra questi, cita l’area ex Svar, simbolo per decenni di abbandono, oggi al centro di un piano per oltre 170 alloggi di edilizia residenziale pubblica. «Un’occasione di rigenerazione urbana – sottolinea – che restituisce valore e risposte concrete a chi attende una casa».
Altro tassello importante è la riqualificazione del mercato annonario della Fondazione, progetto che rientra in una visione più ampia di rilancio del centro storico. Obiettivo dichiarato: riportare vitalità, sicurezza e identità in una zona centrale e strategica per la città.
La sfida politica
Ma la vera sfida ora è politica, e la Celentano lo sa.
L’appello che lancia è diretto, senza mezzi termini: «Chi siede in Consiglio comunale ha il dovere di rispettare il programma con cui ci siamo presentati agli elettori. Quel mandato appartiene all’intera comunità».
Nel mirino ci sono soprattutto i malumori interni alla maggioranza, dove ormai da settimane serpeggiano tensioni e distinguo. Il timore del sindaco è che il clima di instabilità possa mettere a rischio i progetti già avviati e dare un segnale negativo alla città.
«Su scelte decisive per Latina – afferma – non ci sono bandiere né schieramenti. C’è un unico interesse: quello generale della città».
Con tono determinato, Matilde Celentano chiude il suo intervento ribadendo di non voler cedere alle polemiche né farsi frenare da chi, in Aula o fuori, sembra remare contro.
«Non mi farò travolgere dalle polemiche, non mi fermerò davanti agli ostacoli. È necessario lavorare per Latina e solo per Latina, perché è la nostra città e il suo futuro viene prima di tutto».
Verso il ‘solito rimpasto’?
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Il copione, però, sembra di quelli già visti, a Latina e in tante altre città.
Dopo un primo periodo di slancio amministrativo, che sempre segue le nomine post-elettorali, si fanno sentire gli appetiti affaristici e di governo di chi è rimasto ‘fuori’ o di chi è convinto di poter aspirare a qualcosa di più.
Raramente le spaccature politiche delle maggioranze si generano a causa una diversa visione politica all’interno di un gruppo che dovrebbe invece procedere coeso. Non ci sono motivi politici-ideologici, piuttosto prevalgono interessi personali.
E infatti il rischio di spaccature si ricompone solitamente con una parolina magica: ‘rimpasto‘.
Sembra al momento di leggere nelle parole del sindaco Celentano la volontà di andare avanti con la squadra così come è oggi (“Niente giochi di palazzo” dice la sindaca).
O forse è solo un altolà per prendere tempo, misurare le forze in campo e cercare di plasmare i nuovi equilibri interni alla maggioranza. Magari proprio con un rimpasto.
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