A lanciare l’allarme è Andrea Ragusa, attivista del Movimento 5 Stelle, che denuncia come il fenomeno delle microdiscariche abusive sia “fuori controllo” nonostante gli strumenti messi a disposizione del Comune.
Le fototrappole: costi alti, risultati modesti
Il contratto di servizio tra la Progetto Ambiente e il Comune di Aprilia prevede l’utilizzo di 7 fototrappole per contrastare l’abbandono dei rifiuti, come stabilito dalla delibera di Giunta n. 95 del 30 marzo 2017. Il servizio costa ai cittadini circa 30 mila euro l’anno.
Dal 1° gennaio al 31 agosto 2025, sono state utilizzate 6 delle 7 fototrappole disponibili. Grazie a queste apparecchiature, la Polizia Locale ha potuto elevare 61 sanzioni. Tuttavia, spiega Ragusa, “solo 10 risultano al momento pagate”, ossia appena una su sei.
Oltre alle multe, la Polizia ha trasmesso quattro informative di reato alla Procura, due delle quali a carico di soggetti identificati. “Un lavoro egregio, soprattutto considerando le esigue risorse umane del Corpo – riconosce Ragusa – ma evidentemente ancora insufficiente a sradicare questo fenomeno dal nostro territorio”.
L’ennesima discarica abusiva
Proprio gli attivisti del M5S hanno scoperto di recente una nuova discarica abusiva nella zona della Turbogas. Non più nell’area del parcheggio – già bonificata e chiusa con blocchi di cemento grazie a un intervento del Commissario D’Attilio – ma alle spalle, lungo via Riserva della Cannuccia.
“Già imboccando la strada – racconta Ragusa – si notano rifiuti di ogni genere. Nel sopralluogo del 29 settembre erano al lavoro mezzi della Progetto Ambiente, ma inoltrandosi abbiamo trovato montagne di materiali: dai sanitari all’amianto, dai divani alla lana di vetro, dai fusti metallici al cartongesso”.
Il quadro si è fatto ancora più sconcertante quando gli attivisti hanno rinvenuto “due carcasse di pullmini carbonizzati e persino una barca”.
L’appello: più controlli e aree interdette
La denuncia si chiude con un appello alle istituzioni: “A questo punto viene da chiedersi se oltre all’abbandono dei rifiuti solidi, in questi luoghi non avvenga anche lo sversamento di rifiuti liquidi”.
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