La singolare vicenda è finita con pesanti sanzioni amministrative per violazioni al Codice della Strada e il sequestro amministrativo del veicolo per la sua successiva confisca.
Il conducente è stato inoltre segnalato alle autorità competenti per approfondire la sua posizione in relazione alle dichiarazioni di appartenenza a presunte organizzazioni che disconoscono l’autorità statale.
Circolava a Cisterna con targa inventata e “Universal pass” altrettanto inventato
La singolare vicenda è avvenuta alcuni giorni fa quando la Polizia Locale di Cisterna ha proceduto al sequestro di un veicolo che circolava irregolarmente in violazione di diverse norme del Codice della Strada.
Una pattuglia aveva notato su Via Giovani Vittime della Strada una Mercedes con una targa evidentemente non italiana. A prima vista, la strana targa sembrava estera personalizzata, con caratteri di colore rosso con solo lettere, senza alcun numero.
Gli operatori hanno quindi fermato il veicolo al fine di verificare la regolarità della targa nonché dei documenti di circolazione.
A quel punto, la sorpresa. Alla guida c’era un cinquantenne italiano che ha dichiarato di non riconoscere l’autorità dello Stato e le leggi vigenti. Non solo, ha anche sostenuto di appartenere a una organizzazione denominata “Essenza Eterna” e che per questo non era tenuto all’osservanza delle norme stradali e amministrative!
Alla richiesta di esibire i documenti, l’uomo ha esibito un documento denominato “Universal Pass”. Secondo il sedicente appartenente ad “Essenza Eterna”, quel pezzo di carta doveva assolvere alla funzione sia di documento di identità che di patente di guida.
L’uomo, nonostante i ripetuti inviti a declinare le proprie generalità, insisteva nel non riconoscere la Repubblica Italiana. Non solo. Sosteneva che in virtù della sua dichiarazione di indipendenza dallo Stato Italiano era immune dalle leggi statali. Non era dunque obbligato ad esibire documenti in occasione di un controllo.
A quel punto agli agenti della Polizia Locale di Cisterna non è rimasto altro che sottoporre a fermo l’auto-proclamatosi affiliato ad “Essenza Eterna”.
L’identificazione grazie alle impronte digitali: l’uomo era già stato fermato in passato
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Gli agenti hanno sottoposto a fermo per l’identificazione l’uomo alla guida della Mercedes con la targa inventata identificatosi con lo “Universal Pass”.
Lo hanno accompagnato presso il gabinetto di Polizia Scientifica della Questura di Latina per i rilievi fotodattiloscopici, che comprendono la verifica delle impronte digitali.
Rispetto alla regolarità della circolazione del veicolo, è emerso che la targa apposta sul veicolo era una pura invenzione, priva di qualunque validità legale. Si tratta di una grave violazione alle norme del Codice della Strada, oltre a non permettere un’immediata identificazione del responsabile della circolazione del veicolo.
Dagli approfondimenti disposti si riusciva a risalire al reale numero di targa del veicolo ed alle effettive generalità dell’uomo fermato.
È dunque emerso che il veicolo era già stato sottoposto a fermo amministrativo da parte dello stesso Comando di Polizia Locale di Cisterna in occasione di un precedente controllo. Non solo. Anche la Patente di Guida del conducente risultava destinataria di un provvedimento di sospensione ed era stata ritirata.
Per le violazioni al Codice della Strada sono state elevate pesanti sanzioni amministrative. Il veicolo con la targa inventata invece è stato posto sotto sequestro amministrativo per la sua successiva confisca.
Dichiarazione di indipendenza dallo Stato Italiano: eversione o goliardata?
Le affermazioni dell’uomo sul disconoscimento dell’autorità dello Stato Italiano e la sua dichiarazione di appartenenza all’organizzazione “Essenza Eterna” sono ora al vaglio delle autorità competenti per ulteriori approfondimenti.
Va verificato se possa configurarsi addirittura il reato di eversione o se sia sia trattato di una goliardata.
A scanso di equivoci, il Comandante della Polizia Locale di Cisterna ha ribadito che “nessuna affiliazione a presunte organizzazioni può giustificare l’inosservanza delle leggi dello Stato.”
Le teorie promosse da gruppi quali “Essenza Eterna” o “Io Sono Noi è la Nazione”, che si fondano su presunti disconoscimenti dello Stato e delle sue leggi, non hanno alcun fondamento né giuridico né legale nella Repubblica Italiana.
Affidarsi a simili convinzioni non comporta alcuna esenzione dalle responsabilità civili e penali, ma al contrario espone i cittadini a gravi conseguenze.
Cosa rischia ora il cinquantenne
Chi circola con veicoli sottoposti a fermo amministrativo, chi utilizza targhe false o si sottrae agli obblighi fiscali non fa che accumulare debiti, sanzioni e denunce, rischiando la confisca dei beni e l’avvio di procedimenti giudiziari.
Per il conducente del veicolo fermato, però, potrebbero aprirsi scenari ben più preoccupanti.
In Italia, infatti, chi non riconosce lo Stato italiano e tenta di crearne uno proprio (ad esempio proclamando “micronazioni”, “repubbliche indipendenti” o “governi paralleli”) non ha alcuna base legale: la Costituzione stabilisce chiaramente che la Repubblica è una e indivisibile (art. 5).
Tuttavia, le conseguenze dipendono dal comportamento concreto di chi compie tali atti.
Se qualcuno si limita a dichiarare verbalmente o online di non riconoscere lo Stato italiano o di voler fondare un “nuovo Stato” senza compiere atti concreti (come emettere documenti o imporre tasse), non commette reato.
In questo caso si tratta di libertà di opinione o di espressione politica, tutelata dall’art. 21 della Costituzione.
Se invece si passa ai fatti concreti, come nel caso di Cisterna, allorala situazione cambia.
Ecco alcuni dei reati che la Procura della Repubblica potrebbe contestare al cinquantenne fermato.
Usurpazione di funzioni pubbliche (art. 347 c.p.):
se una persona si autoproclama “presidente”, “sindaco”, “giudice”, o esercita poteri pubblici senza titolo, rischia fino a 2 anni di carcere.
Falsità materiale o ideologica in atti (artt. 476–482 c.p.):
Chi emette “passaporti”, “patenti” o “tessere” del suo presunto Stato può essere accusato di falsificazione di documenti pubblici. In questo caso rischia la reclusione da 1 a 6 anni, aumentata fino a 10 anni se riguarda atti pubblici veri.
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