Un festival che, anno dopo anno, si è imposto come crocevia di linguaggi e culture, ribadendo la vocazione dei Castelli Romani come palcoscenico d’eccezione per il cinema d’autore e per i talenti emergenti.
Quest’anno l’attesa è ancora più alta: il programma è più ricco, gli ospiti più prestigiosi, le proiezioni rigorosamente gratuite.
E mentre molte rassegne cedono al peso degli sponsor o alla logica dei biglietti “vip”, il CROFFI resta aperto e accessibile a tutti, difendendo un’idea di cultura come bene pubblico.
Un’apertura da red carpet a Grottaferrata
Il sipario si alza venerdì 3 ottobre al Cinema Alfellini Madison di Grottaferrata, con due titoli che promettono di accendere subito i riflettori: Tu Quoque e Tutto in 72 ore.
A rendere ancora più spettacolare la serata inaugurale, l’arrivo di Maurizio Battista e Sebastiano Somma, premiati nella cornice raffinata di Villa Grazioli.
Non mancherà la madrina d’eccezione, Nathalie Caldonazzo, che accompagnerà il pubblico in una serata tra cinema e mondanità, sottolineando fin da subito l’ambizione del festival: unire la settima arte con il fascino del territorio.
Il weekend tra Europa e Italia
Sabato 4 ottobre spazio al cinema europeo, con l’intenso Wingless – Senza Ali dal cuore della Bulgaria e il delicato L’amore che ho di Paolo Licata.
Ma il colpo di scena arriva con Reflection in a Dead Diamond, thriller visionario firmato da Helène Cattet e Bruno Forzani, arricchito dalla presenza dell’icona Fabio Testi.
Domenica 5 ottobre, invece, la scena è tutta italiana. Sullo schermo nomi di peso come Laura Morante e Matilde De Angelis, protagoniste di tre titoli attesi: Di là dal fiume, Francesca e Giovanni e Raqmar.
Un mix calibrato che conferma il CROFFI come ponte tra generazioni e generi cinematografici, senza timore di affiancare grandi maestri e nuove promesse.
Un laboratorio culturale che guarda lontano
Non è solo un festival: è un laboratorio culturale. L’edizione 2025 vuole spingersi oltre, abbracciando opere dall’Italia all’Albania, dalla Francia alla Bulgaria.
La direzione artistica di Antonio Flamini punta a costruire un mosaico di storie e sensibilità, dando visibilità a chi fatica a trovare spazio nei circuiti mainstream.
Con l'implantologia computer guidata, alternativa meno invasiva alla classica
Il CROFFI non ha paura di mescolare commedia, dramma e cinema sperimentale. Anzi, rivendica questa pluralità come marchio di fabbrica.
È la risposta dei Castelli Romani a un’industria che troppo spesso appiattisce i contenuti per inseguire algoritmi e streaming.
Il gran finale ad Ariccia
Il 10 ottobre il festival chiuderà in bellezza nella scenografica cornice di Palazzo Chigi di Ariccia, simbolo barocco trasformato per una notte in cattedrale del cinema.
Qui debutteranno in anteprima A Capodanno tutti da me di Toni Fornari e Andrea Maia, con la coppia Boldi-Ceccherini, e Poveri Noi di Fabrizio Maria Cortese.
La serata sarà anche momento di celebrazione: Barbara Bouchet e Massimo Boldi riceveranno un premio alla carriera, suggellando una settimana che mescola memoria e futuro. A condurre la cerimonia sarà Emanuela Tittocchia, mentre la madrina della chiusura sarà una luminosa Elisabetta Gregoraci.
Giurie, premi e volti noti
La giuria ufficiale, presieduta da Tonino Zera, vede la presenza di nomi come Alain Parroni, Susy Laude, Yvonne Sciò, Roberto Ciufoli e Sofia Bruscoli.
Un parterre che dimostra come il festival non sia una passerella improvvisata, ma una competizione vera, seguita anche dalla giuria stampa guidata da Elizabeth Missland.
La scelta dei premi diventa così parte integrante del racconto: riconoscere i film non solo per la qualità artistica, ma per la loro capacità di parlare al presente, senza filtri.
Cultura libera, sponsor forti
Un dettaglio che fa la differenza: tutte le proiezioni sono gratuite. Una scelta politica oltre che culturale, resa possibile dal sostegno di partner istituzionali e privati come Acea, Cinecittà S.p.A. e Ferrovie dello Stato.
In un tempo in cui la cultura è sempre più merce, il CROFFI rivendica un modello alternativo: eventi di qualità senza barriere economiche.
Il progetto di un territorio
Il festival nasce da un’intuizione di Marco Di Stefano e cresce da sette anni sotto la guida di Flamini, con la comunicazione di Fabrizio Pacifici. È diventato non solo un appuntamento per cinefili, ma un motore di promozione turistica e culturale.
Il CROFFI non porta solo cinema ai Castelli Romani. Porta spettatori, artisti, giornalisti. Porta attenzione nazionale e internazionale. Trasforma due città, Grottaferrata e Ariccia, in poli culturali vivi.
Un’edizione di consolidamento
Il 2025 si annuncia come l’anno della maturità: un festival che non ha più nulla da dimostrare, ma tutto da offrire. Una settimana che promette di essere indimenticabile, con proiezioni, incontri e sorprese.
Il cinema torna protagonista, e lo fa partendo dai Castelli Romani. Perché a volte la periferia sa essere più centro del centro.

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