Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha messo la parola fine al ricorso presentato dalla proprietaria di un’immobile di Ardea contro l’ordinanza comunale che imponeva la demolizione di opere edilizie abusive.
L’ordinanza di demolizione riguardava proprio la famigerata villetta di zona Nuova Florida ad Ardea che ospitava una residenza per anziani, al centro di una triste vicenda di cronaca legata ad abusi.
Leggi anche: Anziani raggirati nella casa di riposo abusiva di Ardea: 5 arresti, anche la “paladina della legalità”
Gli abusi edilizi della residenza per anziani abusiva di Ardea
L’ordinanza di demolizione, emessa dal Comune di Ardea il 30 marzo 2023, riguardava la trasformazione non autorizzata di alcune parti interne di un fabbricato.
Si trattava di modifiche nella distribuzione degli spazi e un cambio di destinazione d’uso che avevano portato la villetta di Ardea a essere utilizzato come struttura di co-housing, ovvero una casa di accoglienza per anziani.
La donna che gestiva la struttura, conosciuta come la “paladina dell’antimafia“, è peraltro già stata condannata in sede penale a otto anni di reclusione per le gravi irregolarità legate alla gestione della struttura che accoglieva anziani.
Leggi anche: Processo alla paladina antimafia, Ardea (forse) sarà parte civile
La difesa della proprietaria relativamente agli abusi edilizi nella villetta
La proprietaria aveva impugnato il provvedimento sostenendo la propria estraneità ai fatti. Secondo la sua versione, a realizzare le opere abusive erano stati i conduttori dell’immobile, a cui la struttura era stata locata dal 2019.
Non solo: la donna dichiarava di aver denunciato più volte la situazione e di essersi attivata per rientrare in possesso del bene, segnalando agli uffici comunali la propria volontà di ripristinare la legalità.
Inoltre, a suo dire, gli interventi abusivi sarebbero già stati rimossi, motivo per cui l’ordinanza comunale sarebbe stata viziata da un difetto di istruttoria.
La posizione del Comune di Ardea
Il Comune di Ardea, costituitosi in giudizio, ha ribadito la legittimità del proprio operato e ha chiesto il rigetto del ricorso.
In particolare, la difesa comunale ha depositato una relazione della Polizia Municipale di Ardea, corredata da fotografie. Da queste risultava che l’ordine di demolizione delle opere abusive nella villetta non era stato eseguito, contrariamente a quanto aveva sostenuto la proprietaria.
Causa chiusa: alla ricorrente non interessa più procedere
Il procedimento è approdato all’udienza pubblica del 23 settembre 2025.
In quell’occasione, la difesa della ricorrente ha dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse alla causa. Alla luce di questa rinuncia, il TAR non ha potuto far altro che dichiarare il ricorso improcedibile.
Sul fronte delle spese, i giudici hanno disposto la compensazione tra la proprietaria e il Comune. Nulla hanno stabilito invece nei confronti della controinteressata, non costituitasi in giudizio.
























