Un tratto di circa un chilometro, apparentemente marginale, ma strategico per rafforzare la rete idrica che serve Rocca di Papa e l’intero quadrante sud dei Castelli Romani. Per portare l’acqua in arrivo da Roma – sorgente del Pertuso, verso la città delle castagne, che di acqua ha estremamente bisogno.
È l’ennesimo tassello di una corsa contro il tempo per arginare l’emergenza idrica che, come confermato dalla Regione Lazio a inizio settembre, potrebbe coinvolgere fino a 600.000 persone.
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Rocca di Papa, il nuovo cantiere anti-siccità
Acea Ato2 – la società pubblica al 51% di proprietà del comune di Roma che serve la provincia romana – ha ottenuto l’autorizzazione per la posa di una nuova condotta idrica sotterranea, con concessione 29ennale per l’occupazione del suolo pubblico.
I lavori interesseranno la strada provinciale 218, arteria che corre ai margini del centro abitato di Rocca di Papa, in una zona cruciale per il collegamento con i serbatoi di Carpino e Frascati.
L’intervento rientra nel piano di consolidamento della rete idrica locale, messa a dura prova da anni di dispersioni e carenze di pressione. Sarà proprio questo tratto, secondo Acea, a garantire il rinforzo necessario per la tenuta idrica nei mesi più caldi, quando l’acqua ai Castelli diventa merce rara.
Dopo Frascati-Carpino, arriva la seconda fase per Rocca di Papa ‘bassa’
Dopo la conclusione, lo scorso giugno, della grande condotta Lago Albano di Castel Gandolfo-Frascati–Carpino — un’infrastruttura che ha finalmente collegato due nodi fondamentali del sistema idrico dei Castelli — questo nuovo cantiere segna l’inizio della seconda fase del piano Acea.
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L’obiettivo: chiudere l’anello idrico che alimenta Rocca di Papa, migliorando la pressione fino alle quote più alte del paese. L’azienda parla di “intervento mirato per la resilienza del sistema”, ma il contesto resta quello di un’emergenza strutturale.
Crisi idrica: 3 comuni con l’acqua a singhiozzo?
La crisi idrica dei Castelli Romani non è più un segreto né una previsione: è una realtà.
La Regione Lazio, nella determinazione G10640 del 13 agosto, ha ufficializzato la possibilità di turnazioni idriche per tre Comuni della zona, senza specificare quali. Ma gli occhi restano puntati su Frascati, Rocca Priora e Rocca di Papa — i più colpiti dal calo drastico dei livelli del Lago Albano e dalla rete idrica ormai obsoleta.
Solo l’autorizzazione d’emergenza concessa ad Acea per aumentare i prelievi dalle sorgenti del Pertuso, nel cuore dei Monti Simbruini, ha evitato il razionamento immediato per centinaia di migliaia di cittadini.
Una concessione lunga 29 anni
Dietro il via libera si nasconde una macchina amministrativa complessa, fatta di disciplinari tecnici, polizze fideiussorie e autocertificazioni.
Il fascicolo 242/2025/F racconta un iter lineare ma minuzioso. Nulla lasciato al caso, almeno sulla carta.
Acea Ato2 avrà l’uso del sottosuolo pubblico per 29 anni: quasi una generazione. Una durata che testimonia la natura strutturale del progetto, dove ormai l’emergenza del sistema acqua è quotidiana.
L’acqua che unisce (e divide) i Castelli Romani
Il piano idrico di Acea ha un doppio volto. Da una parte, promette stabilità e continuità di servizio dopo anni di disagi e autobotti. Dall’altra, alimenta un crescente malcontento per la gestione centralizzata delle risorse idriche.
Molti sindaci dei Castelli, pur non opponendosi apertamente, lamentano di essere informati a posteriori e di non avere voce in capitolo sulle decisioni strategiche che riguardano i propri territori.
Intanto, la rete dei pozzi e delle condotte — un mosaico di tubi che risale in parte agli anni ’60 — continua a perdere percentuali d’acqua da capogiro: fino al 45% del volume immesso.
Un cantiere simbolico
Il cantiere della SP 218 non è solo un intervento tecnico: è un simbolo. Un tentativo di riscatto per una comunità che vive da anni con l’incubo dei rubinetti asciutti. E un banco di prova per Acea, chiamata a dimostrare che il piano anti-siccità non è soltanto un esercizio di buone intenzioni.
Se tutto andrà come previsto, i lavori dovrebbero concludersi entro la primavera 2026, restituendo a Rocca di Papa una rete più efficiente e una speranza concreta di stabilità idrica.
Un futuro ancora sospeso
Mentre i mezzi Acea si preparano a scavare sulla SP 218, resta un interrogativo: quanto durerà la tregua?
Perché l’acqua, ai Castelli Romani, è da sempre una questione di equilibrio fragile — tra sorgenti che si prosciugano, falde che arretrano e cittadini che aspettano risposte.
Il nuovo cantiere potrà tamponare l’emergenza, ma la vera sfida sarà gestire l’acqua come un bene pubblico e non come una risorsa da rincorrere solo quando manca. E a Rocca di Papa, dopo decenni di promesse, la sete non è ancora del tutto finita.
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