Pomezia si conferma così come importante punto nazionale nello sviluppo degli impianti informatici al servizio anche dell’intelligenza artificiale. Questo fa ben sperare anche per il futuro mantenimento dei locali livelli occupazionali.
Potenziato il Data Center di Pomezia
Il progetto è firmato dalla società Noovle S.p.A., controllata al 100% dal gruppo TIM e specializzata in cloud computing. Ha ottenuto l’Autorizzazione Unica Ambientale lo scorso 8 ottobre, passaggio chiave che consente l’avvio operativo dell’impianto.
Si tratta di due grandi gruppi elettrogeni e due DRUPS. I DRUPS sono sistema di continuità elettrica che combinano in un’unica macchina un gruppo di continuità (UPS) con un generatore diesel.
Per questo nello stabilimento di Pomezia nello stabilimento sono presenti anche due serbatoi di gasolio esterni di capacità da 15.000 litri con doppia parete da interro e con dispositivo di rilevamento perdite, realizzati in acciaio al carbonio.
Questi impianti sono pensati per alimentare il Data Center soltanto in caso di emergenza, cioè quando dovesse mancare la regolare fornitura di energia elettrica.
Si conosce infatti l’importanza di non interrompere in alcun caso l’operatività di un data center. Il black out potrebbe creare enormi problemi, visto che oggi per questi centri di elaborazione e stoccaggio dati passano tutte le funzioni produttive del paese.
La Città Metropolitana di Roma ha ora rilasciato l’Autorizzazione Unica Ambientale per le emissioni in atmosfera e il nulla osta di compatibilità acustica appunto per i 2 gruppi elettrogeni e i 2 DRUPS.
La Pontina, storica arteria che collega Roma al polo industriale e logistico del Lazio meridionale, si prepara così a diventare anche un crocevia dell’innovazione digitale.
Un investimento strategico per la trasformazione digitale italiana sulla Pontina, a Pomezia
Il data center di Pomezia rappresenta un tassello cruciale nella rete nazionale di infrastrutture digitali che sostengono l’economia dei dati e la transizione tecnologica di imprese e pubbliche amministrazioni.
L’investimento conferma la volontà di sviluppare un’infrastruttura stabile, sicura e ad alta efficienza energetica, con impatti significativi sull’occupazione e sull’indotto tecnologico locale.
Il campus è in grado di garantire servizi cloud di livello enterprise, che gestiscono enormi flussi di informazioni, sostenendo l’espansione dell’intelligenza artificiale, del machine learning e dei servizi digitali di pubblica utilità.
Un sorriso più radioso col "Trattamento illuminante" in un solo appuntamento
Si spera che la piena operatività dell’impianto possa generare anche altri nuovi di posti di lavoro diretti e indiretti, oltre a consolidare il ruolo del Lazio come regione leader nella digitalizzazione infrastrutturale.

L’autorizzazione ambientale: il via libera che apre la strada al futuro
L’autorizzazione ottenuta riguarda principalmente due aspetti: le emissioni in atmosfera e la compatibilità acustica. Il progetto ha superato positivamente la Conferenza dei Servizi, dopo un iter tecnico-amministrativo complesso ma lineare.
Gli impianti di emergenza, alimentati a gasolio, sono stati considerati pienamente conformi alla normativa vigente: verranno utilizzati solo in caso di blackout o situazioni eccezionali, con un limite massimo di 500 ore annue di funzionamento.
Tutti i sistemi di generazione elettrica saranno insonorizzati e dotati di container a prova di dispersione acustica, a tutela dell’ambiente circostante.
Particolare attenzione è stata posta alla tracciabilità e al controllo delle emissioni: ogni gruppo elettrogeno sarà monitorato costantemente e i dati conservati in registri consultabili dalle autorità competenti.
Un progetto concepito nel segno della sostenibilità
Gli impianti, progettati con tecnologie all’avanguardia, sono predisposti per l’integrazione di fonti rinnovabili e sistemi di raffreddamento a basso impatto ambientale.
Pur trattandosi di un’infrastruttura ad alta intensità energetica, la società ha assicurato l’adozione di soluzioni tecniche mirate a minimizzare consumi e dispersioni termiche. I sistemi di emergenza, isolati e insonorizzati, rispondono ai più rigorosi standard ambientali europei.
L’intero progetto è stato sviluppato secondo le linee guida del Piano di Tutela delle Acque e del Piano Regionale di Risanamento dell’Aria, garantendo piena compatibilità con le normative ambientali del Lazio.
Investimenti e ricadute territoriali
Oltre all’aspetto tecnologico, l’intervento è pensato per generare valore sul territorio.
Le opere civili sono già state avviate in conformità con la normativa edilizia vigente, e comprendono anche l’ampliamento della Data Hall “Enterprise”, cuore operativo del campus.
L’intera struttura è dotata di sistemi antincendio certificati e di serbatoi a doppia parete per la sicurezza dei carburanti, oltre a sensori di rilevamento automatico delle perdite.
La progettazione architettonica, sobria e funzionale, punta su materiali isolanti e su un’impronta energetica ridotta. Un esempio concreto di come le grandi infrastrutture digitali possano convivere armoniosamente con l’ambiente.
Pomezia si candida a polo digitale del Centro Italia
Con questo campus, Pomezia è di diritto nella mappa dei poli digitali italiani. L’area industriale accoglie un’infrastruttura capace di ospitare migliaia di server e sistemi di calcolo avanzati, aprendo la strada a nuovi investimenti nel settore high-tech.
Lo sviluppo dei sistemi che integrano il Data center di Pomezia dimostra come le grandi aziende puntino su questo Campus, garantendo la loro presenza sul territorio pometino per il futuro e quindi per l’occupazione.
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