Con una sentenza depositata in questi giorni, i giudici amministrativi hanno dichiarato inammissibile il ricorso con cui la società che gestisce lo Stabilimento Balneare Tirrena di Anzio chiedeva di affermare la validità delle vecchie concessioni demaniali sorte prima dell’applicazione della Direttiva Servizi dell’Unione Europea, nota anche come Direttiva Bolkestein.
Lo storico stabilimento di Anzio e la difesa dei diritti acquisiti
Il contenzioso, nato nel 2022, puntava a ottenere un riconoscimento di tutela per le imprese balneari “storiche”, sostenendo che il principio di concorrenza e trasparenza non potesse retroattivamente intaccare i rapporti concessori sorti prima del 28 dicembre 2009, data di scadenza del termine di recepimento della direttiva europea.
Secondo la società “Tirrena”, la normativa italiana che ha abolito il cosiddetto diritto di insistenza — cioè la possibilità per il concessionario uscente di rinnovare la concessione in via preferenziale — avrebbe ignorato i diritti acquisiti delle imprese nate prima di quella data.
La sentenza del TAR del Lazio
Il TAR Lazio, però, ha respinto la tesi, ricordando che l’azione proposta dalla società era una “azione generale di accertamento”, ammessa solo in via eccezionale nel processo amministrativo.
Per i giudici, la società avrebbe potuto rivolgersi direttamente all’amministrazione per chiedere un provvedimento esplicito, impugnabile in caso di diniego o inerzia. In altre parole, non c’era spazio per un’azione preventiva e astratta come quella tentata dalla società che gestisce lo stabilimento di Anzio.
La sentenza richiama inoltre un precedente recente dello stesso Tribunale, con il quale era già stato escluso che il diritto europeo potesse giustificare la conservazione automatica delle concessioni rilasciate prima della Bolkestein.
Pur riconoscendo la “peculiarità della fattispecie”, il collegio — presieduto dal dott. Marcello Polimeno — ha deciso di compensare le spese di giudizio, evitando dunque la condanna alle spese legali per la società ricorrente.
Il futuro delle concessioni balneari
La decisione si inserisce in un contesto ancora teso per il futuro delle concessioni balneari italiane, mentre il Governo e le istituzioni europee restano impegnati a trovare un equilibrio tra tutela delle imprese esistenti e rispetto delle norme comunitarie sulla concorrenza.
Per lo stabilimento di Anzio e per molte realtà simili, la partita non è ancora chiusa, ma la sentenza del TAR Lazio rappresenta il segnale che la via giudiziaria per salvare le concessioni storiche si fa sempre più stretta.
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