Ma ora la sentenza del TAR Lazio, pubblicata nei giorni scorsi, rimette ordine nella vicenda. Il centro anziani non chiude.
La struttura resta aperta e attiva, semplicemente ha cambiato gestione.
Il ricorso presentato dall’ex società che la amministrava non ha più motivo di esistere, perché quella stessa società ha lasciato definitivamente la gestione e una nuova azienda ha chiesto autorizzazione a subentrare. Per questo, il TAR ha dichiarato il ricorso della ‘vecchia’ società “improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse”.
Le vicende della casa di riposo di Velletri
Il nodo è molto semplice: la società che gestiva il centro aveva impugnato l’ordinanza con cui il Comune di Velletri, dopo una verifica della ASL Roma 6, disponeva la revoca dell’autorizzazione e lo sgombero della struttura.
La vecchia gestione sosteneva che la chiusura fosse stata: sproporzionata, non preceduta da adeguata comunicazione, e decisa senza una vera urgenza.
In tribunale però la situazione era già cambiata. Nel corso del procedimento, gli ospiti erano stati ricollocati temporaneamente e la struttura era rimasta attiva: semplicemente con un nuovo soggetto pronto a gestirla.
Quindi, anche se il TAR avesse accolto il ricorso, la vecchia gestione non avrebbe più ottenuto nulla, non essendo più interessata a riaprire.
Da qui la frase centrale della sentenza: “La ricorrente non acquisirebbe alcun vantaggio dall’eventuale accoglimento del ricorso”. Tradotto: non serve più discutere la causa.
Velletri, struttura su via Appia sud aperta, gestione diversa
Contrariamente a voci e timori, quindi, la struttura non è stata chiusa definitivamente né abbandonata.
La comunità alloggio rimane a Velletri, nella stessa sede. Gli anziani, dopo il periodo di trasferimento obbligato, possono continuare ad avere un punto di riferimento nello stesso luogo.
La differenza è che la vecchia società ha lasciato il campo e una nuova società che ha richiesto e avviato la procedura per gestire l’attività. In altre parole: la casa di riposo non è sparita. Ha solo cambiato gestione.
Perché tutto ciò è importante
La notizia, se letta superficialmente, poteva far credere ad una nuova chiusura traumatica come quella della storica Fondazione Berardi. Ma non è così. Qui la struttura resta operativa.
E questo è rilevante per almeno tre ragioni:
- Continuità assistenziale per gli anziani, che non perdono un punto di riferimento territoriale.
- Stabilità per le famiglie, che non devono affrontare un nuovo “trasloco di emergenza” dei propri cari.
- Mantenimento di un presidio sociale locale, in una città dove le strutture per la terza età sono già poche e spesso sovraccariche.
In un contesto in cui il tessuto sociale di Velletri rischia di indebolirsi — come dimostrato dalla chiusura definitiva della Berardi — il fatto che il centro anziani sull’Appia sud resti attivo rappresenta un segnale di continuità e non di arretramento.
Ciò che serve ora è: chiarezza sui controlli, trasparenza sull’operato delle gestioni, informazione puntuale e preventiva alle famiglie.
Perché quando si parla di anziani, non basta che una struttura resti aperta: deve essere sicura, stabile e comprensibile per chi vi affida i propri cari.
La sentenza non chiude una struttura, chiude un contenzioso. La Casa di riposo sull’Appia non è stata cancellata dalla mappa sociale di Velletri. È ancora lì. Cambia chi la gestisce, non la sua funzione.
E in un territorio che ha già visto troppo svuotarsi, questa volta, almeno, non si perde un altro pezzo di assistenza per la terza età.
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