La decisione arriva all’indomani dell’atto con cui il Parco dei Castelli Romani ha revocato la sospensione dei lavori a Rocca di Papa, in località Monte Cavo–Orti di Barbarossa.
Due provvedimenti, uno stesso tema. Il messaggio è chiaro. Si possono tagliare gli alberi nel bosco del Parco dei Castelli Romani, ma solo dentro regole stringenti e con controlli effettivi.
Perché è passata la Conferenza dei Servizi
Il provvedimento — proposto il 5 novembre 2025 — concede l’autorizzazione al taglio di fine turno di un bosco ceduo di castagno di 23 anni nell’area collinare di Colle Fornace a Velletri.
La pratica è stata istruita in forma semplificata. Sono arrivati i pareri chiave: screening di Valutazione di Incidenza favorevole della Regione Lazio e Nulla Osta del Parco dei Castelli Romani, con 28 prescrizioni operative.
Non sono emerse interferenze con aree a rischio idrogeologico secondo l’Autorità di Bacino dell’Appennino Centrale. La Soprintendenza, regolarmente coinvolta, non avendo risposto nei termini, ha perfezionato il silenzio-assenso.
Il taglio “colturale”
L’intervento di taglio autorizzato a Velletri è “colturale”, consiste cioè nel taglio di una parte degli alberi per favorire la crescita e la salute del resto del bosco, garantendone la perpetuazione e le funzioni ecologiche.
Non si tratta di deforestazione, ma di una pratica che include interventi come ripuliture, sfolli e diradamenti, con l’obiettivo di migliorare la composizione e la vitalità della foresta.
Le radici restano, la copertura si rigenera dal ceppaio, e le matricine garantiscono ombra, seme, continuità ecologica.
Le regole d’oro del taglio: 8 punti che contano
Il via libera non è dunque un “libera tutti”. Il provvedimento impone condizioni chiare, utili anche ai cittadini che intendono verificare:
- Divieto di aprire nuove piste permanenti o effettuare lavori che danneggino suolo e soprassuolo.
- Rispetto integrale del Regolamento Forestale Lazio n. 7/2005 e del Nulla Osta del Parco (tutti i 28 punti).
- Sicurezza: cantiere segnalato e procedure per l’incolumità di operatori e passanti.
- Gestione rifiuti: rimozione e smaltimento a norma di eventuali abbandoni.
- Lavorazioni solo sul soprassuolo: evitare movimenti di terra ed erosione.
- Tutela archeologica: stop e segnalazione immediata in caso di rinvenimenti (art. 90 D.Lgs. 42/2004).
- Responsabilità tecnica: confini e stima della massa legnosa restano in capo al progettista.
- Controlli attivi: fine lavori da comunicare al Gruppo Carabinieri Forestale di Roma.
Durata, proroghe e scadenze: il calendario da segnare
L’autorizzazione vale 24 mesi dalla data di rilascio.
È possibile una proroga fino a 12 mesi, ma la richiesta — firmata congiuntamente dalle titolari e da un tecnico agro-forestale — deve arrivare 60 giorni prima della scadenza, attestando che non sono cambiati quadro ambientale, vincoli e stato del soprassuolo.
Se la proroga viene chiesta tardi (ma prima della scadenza), il cantiere deve fermarsi fino al provvedimento esplicito: niente silenzio-assenso in corsa.
Cosa succede se le regole non si rispettano
L’inosservanza anche parziale delle prescrizioni comporta la sospensione delle attività.
È una clausola che pesa, specie dopo quanto successo a Monte Cavo: lì la sospensione era scattata per ramaglie e residui non rimossi, con rischi di incendio.
Il messaggio istituzionale è lo stesso: ordine di cantiere e pulizia non sono dettagli, ma requisiti di sicurezza pubblica.
Silvicoltura sostenibile
Ieri il Parco ha riaperto, con condizioni stringenti, il cantiere di Orti di Barbarossa a Rocca di Papa. Oggi la Città Metropolitana di Roma autorizza l’intervento sul bosco a Colle Fornace a Velletri.
Il filo rosso è il rispetto delle regole stringenti per il taglio controllato dei boschi.
Senza rimozione puntuale dei residui, rispetto delle matricine e corretto uso delle piste, ogni autorizzazione diventa fragile. Con i controlli, invece, la silvicoltura resta gestione e non si trasforma in prelievo accelerato di legname.
Cosa possono fare i cittadini (subito e concretamente)
Il provvedimento prevede notifiche a Carabinieri Forestali e Polizia Metropolitana.
Chi frequenta i sentieri può contribuire con segnalazioni circostanziate (foto geolocalizzate, data, descrizione) su: residui di taglio accumulati, allargamento di piste, mezzi parcheggiati in area boschiva, matricine abbattute.
La partecipazione civica — la “vigilanza attiva” — non è intralcio: è prevenzione.
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Il bosco come risorsa da tutelare
Questo via libera non “apre” il bosco: lo disciplina. Il castagneto di Colle Fornace potrà essere utilizzato, ma con paletti pensati per mantenere stabilità dei versanti, rigenerazione del soprassuolo e riduzione del rischio incendio.
Dopo mesi di frizioni e sospensioni, il quadro che emerge è netto: ai Castelli Romani si taglia solo bene, o non si taglia. E “bene” significa prescrizioni rispettate, controlli reali e comunità vigile. È così che il bosco resta risorsa e non diventa ferita.























