La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo di 40 anni, confermando in via definitiva la condanna per guida in stato di ebbrezza del Tribunale di Velletri e poi confermata dalla Corte d’Appello di Roma.
L’episodio risale al 4 novembre 2018 a Nettuno, quando l’uomo, con un tasso alcolemico superiore a 2 grammi per litro, provocò un incidente tamponando un’altra vettura.
L’incidente a Nettuno con un tasso alcolemico 4 volte oltre il limite
Secondo quanto ricostruito nei vari gradi di giudizio, l’automobilista, al momento del controllo, presentava valori di 2,27 g/l alla prima prova e 2,04 g/l alla seconda, più di quattro volte il limite legale.
Dopo l’urto, le persone a bordo dell’auto tamponata si recarono al pronto soccorso per accertamenti. Nessuno riportò gravi lesioni, ma il comportamento dell’uomo fu giudicato aggressivo e pericoloso anche dopo l’incidente.
Per questi fatti, il Tribunale di Velletri lo aveva condannato a sei mesi di arresto e 1.500 euro di ammenda, applicando l’articolo 186 del Codice della Strada, che punisce la guida in stato di ebbrezza con tasso superiore a 1,5 g/l, e il comma 2-bis, che prevede aggravanti in caso di incidente.
Il 40enne aveva impugnato la sentenza sostenendo che il reato dovesse considerarsi prescritto e chiedendo l’applicazione della particolare tenuità del fatto. Il tamponamento infatti non aveva, fortunatamente, provocato gravi conseguenze.
La Corte di Cassazione ha respinto entrambe le richieste.
La Cassazione: la guida in stato di ebbrezza è un concreto pericolo
La Cassazione ha ricordato che, per i reati commessi tra il 2017 e il 2019, la cosiddetta “riforma Orlando” aveva sospeso i termini di prescrizione dopo la sentenza di primo grado. Al momento della decisione d’appello dunque il reato non era ancora estinto.
Quanto alla richiesta di escludere la punibilità per tenuità, la Suprema Corte ha ritenuto corretta la valutazione dei giudici di merito:
«La condotta non può dirsi di scarsa offensività – si legge nella decisione – alla luce del concreto pericolo creato per la circolazione e della salute pubblica, dell’incidente verificatosi e del comportamento aggressivo successivo al tamponamento».
Con la pronuncia, la Cassazione ha quindi dichiarato il ricorso inammissibile. Ha perciò condannato l’uomo al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende.
La condanna per guida in stato di ebbrezza per quell’incidente del 2018 a Nettuno diventa così definitiva, dopo 7 anni.
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