La zona si trova presso via di Vermicino, in zona Selvotta, ai confini del territorio del comune di Frascati con quello di Roma, per la precisione il quartiere della Borghesiana.
Con una recente Determina comunale, il progetto planivolumetrico presentato dalla società Ca.Ma. srl ha ottenuto il via libera definitivo alla costruzione.
Si tratta di un comprensorio immobiliare che aggiungerà al territorio circa 5.725 metri cubi di nuova volumetria residenziale, equivalenti a circa 27 appartamenti di medie dimensioni (si tratta solo di una stima).
L’operazione urbanistica comprende cessioni gratuite al patrimonio pubblico, destinate a migliorare collegamenti e servizi.

Frascati, strade, parcheggi e aree pubbliche: cosa cede il privato
Secondo gli atti approvati, la realizzazione del nuovo rione comporterà la cessione gratuita al Comune di Frascati di:
- 4.850 mq di aree che saranno destinate a servizi pubblici, come spazi verdi, attrezzature o strutture di quartiere;
- 1.400 mq destinate a viabilità e parcheggi pubblici, per migliorare l’accessibilità della zona.
Questi spazi, una volta trasferiti all’ente, potranno essere utilizzati per completare quel reticolo di servizi di prossimità oggi carente in quella parte della città.
La logica urbanistica è quella dello scambio: chi costruisce realizza direttamente anche le opere di urbanizzazione a scomputo degli oneri, senza costi per la collettività. Resta ora da definire la convenzione urbanistica, l’atto che fisserà tempi e modalità operative.
Un nuovo rione in una città che cambia
La Variante Speciale “S.S. Apostoli” ha l’obiettivo di regolare un tessuto misto, sorto in parte fuori dalle pianificazioni originali, restituendo omogeneità urbanistica a un quadrante caratterizzato da edifici sparsi e una viabilità non sempre coerente.
Il nuovo comparto si inserisce così in una strategia di “ricucitura” urbana, che mira ad assicurare standard pubblici adeguati e una migliore vivibilità.
Ma la domanda che si affaccia è un’altra: Frascati ha oggi la capacità idrica per sostenere nuovi residenti?
Il nodo idrico: nuove case, stessa acqua che si assottiglia
Il tema delle risorse idriche è il più urgente. Solo pochi giorni fa è stato inaugurato il nuovo serbatoio “Bunker” al Tuscolo, una struttura da 2.800 metri cubi costruita da Acea per garantire una maggiore stabilità della rete.

Un’opera utile, certo.
Ma come ha sottolineato più di un osservatore, il serbatoio non crea nuova acqua: rende semplicemente più efficiente la distribuzione di quella esistente.
E quella “esistente” proviene in grande parte dalla falda collegata al lago Albano, un bacino che si sta progressivamente abbassando.
Negli ultimi due anni il livello è sceso di oltre un metro e quindici centimetri, secondo i dati dell’Autorità di Bacino. Una diminuzione rapida, che segnala uno squilibrio tra prelievi e capacità naturale di ricarica.
Pozzi che pompano e pozze che arretrano
I pozzi lungo le sponde del lago continuano a funzionare h24, alimentando la rete idrica di undici comuni dei Castelli Romani, tra cui Frascati.
Da mesi circolano interrogazioni parlamentari, appelli, richieste di una gestione più prudente delle fonti. Ma di piani di compensazione, riduzione dei prelievi o recupero delle acque meteoriche al momento non si ha notizia.
Il nuovo serbatoio rende la distribuzione più stabile, sì, ma non risolve la crisi strutturale delle fonti. Un equilibrio che si fa ogni momento più fragile.
La domanda che resta: l’acqua non basta più, qualcunio se ne accorgerà?
In questo scenario, l’arrivo di un nuovo gruppo di immobili comporta inevitabilmente nuovi consumi idrici, nuovi nuclei familiari da servire.
L’urbanistica, da sola, può funzionare bene: le superfici pubbliche aumentano, la viabilità si completa, lo sviluppo è regolamentato e non improvvisato, ma resta un interrogativo, semplice e decisivo per il futuro della città:
l’acqua, che già oggi manca a tratti, da dove arriverà per alimentare i nuovi residenti?
Finché a questa domanda non si risponde, ogni nuova edificazione sarà non solo una scelta amministrativa, ma anche un atto di responsabilità ambientale. E collettiva.
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