Si tratta dell’adozione preliminare del Piano Particolareggiato della sottozona C/9, una progettazione che, se riceverà l’ok definitivo dalla Regione Lazio, porterà la cubatura complessiva dagli attuali 24mila metri cubi a quasi 49.700 mq, ossia praticamente il doppio.
In altre parole: nuove palazzine, nuovi residenti, nuove strade, nuove esigenze. In totale, la nuova volumetria a cui la Giunta ha detto sì è pari all’equivalente di circa 120 appartamenti di medie dimensioni (si tratta di una stima).
Il documento, approvato con la delibera n. 242 del 6 novembre 2025 dalla Giunta Colella, rappresenta il primo passo di un iter già iniziato molti anni fa, più volte rallentato, poi riavviato.
Ora, la volontà politica è chiara: completare e consolidare il quartiere, rendendolo un tessuto urbano “chiuso”, dotato di servizi considerati essenziali. Ma l’espansione edilizia arriva in un territorio dove il consumo di suolo è già elevato e la pressione ambientale, soprattutto dal punto di vista idrico, è oggi una delle emergenze più gravi dei Castelli Romani.
Perché costruire ancora: le motivazioni di Ciampino
Secondo la Giunta, l’intervento risponde a una logica di “riordino urbanistico” della zona De Curtis.
Non solo nuove case, ma anche opere di urbanizzazione — strade, parcheggi, fognature e rete idrica — a beneficio dell’intero quartiere, oggi segnato da carenze strutturali e servizi non uniformi.
Il piano, infatti, nasce con la finalità di chiudere una porzione urbana incompleta, evitando lo sviluppo disordinato che ha già caratterizzato altre aree della città.
Il progetto rielabora una proposta presentata negli anni dal Consorzio “Totò De Curtis”, soggetto privato composto da proprietari di lotti nell’area.
Una lunga storia amministrativa fatta di piani, controdeduzioni, conferenze dei servizi e aggiornamenti tecnici. Oggi, la Giunta chiede alla Regione Lazio il parere paesaggistico necessario per avviare la fase finale: l’approvazione definitiva. Se la Regione dirà sì, i cantieri potranno avviarsi entro il prossimo biennio.
Tra cemento e traffico: un’area di campagna già al limite?
Il quartiere De Curtis è situato in una zona di Ciampino dove la densità abitativa è già elevata, per essere sostanzialmente di campagna.
L’espansione prevista rischia di amplificare criticità già note a Ciampino, mentre non c’è al momento un progetto di mobilità integrata che compensi l’aumento della popolazione residente.
Il tema del “consumo di suolo” torna così centrale. Ciampino, città cresciuta rapidamente nel secondo dopoguerra, ha pagato negli anni una urbanizzazione intensa, spesso non accompagnata da infrastrutturazione adeguata.
Per molti cittadini, l’annuncio di nuove costruzioni non rappresenta un’opportunità di riqualificazione, ma un ulteriore passo verso una città più fitta, più calda, più trafficata.
L’acqua che manca: l’altro problema che incombe
Se il tema del traffico è visibile ogni giorno, quello dell’acqua è silenzioso ma ancora più preoccupante.
I Castelli Romani stanno vivendo una delle crisi idriche più serie della loro storia recente. Il Lago Albano, che alimenta direttamente le falde utilizzate da undici comuni, compreso Ciampino, sta perdendo profondità in modo costante e accelerato: -115 centimetri negli ultimi 25 mesi, secondo i dati dell’Autorità di Bacino.
L’acqua arretra, le rive emergono, le conche vulcaniche perdono equilibrio. Intanto, i pozzi di Sforza Cesarini continuano a pompare giorno e notte per rifornire le reti idriche. Nessuna riduzione, nessuna compensazione ambientale. Le amministrazioni locali tacciono, mentre vertici riservati in Regione Lazio non producono comunicati né misure strutturali.
In questo contesto, l’idea di raddoppiare un quartiere significa anche raddoppiare il fabbisogno idrico. E qui si apre il punto centrale: con quale acqua si serviranno le nuove case?
La domanda inevasa
Il documento comunale che approva il piano non menziona direttamente la crisi idrica. Tutto resta affidato a futuri pareri tecnici, aggiornamenti e verifiche progettuali. Ma i cittadini — che ogni estate vivono turnazioni, cali di pressione, autobotti — hanno una domanda che resta sul tavolo: si può costruire senza prima garantire l’acqua?
La risposta, oggi, non è ancora stata data. Nel frattempo, il lago continua a scendere e Ciampino continua a crescere, “a prescindere”, come avrebbe detto appunto il grande Totò.
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