Lo ha stabilito il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, che ha respinto il ricorso di Vetor S.r.l., la società che da anni gestisce collegamenti con aliscafi tra le isole Pontine e Anzio.
Le contestazioni di Vetor
Vetor contestava la delibera della Regione Lazio che definisce le linee guida per l’affidamento del servizio pubblico di trasporto marittimo di passeggeri, veicoli e merci tra Ponza, Ventotene e la terraferma.
Vetor contestava in particolare l’inclusione della tratta Anzio-Ponza tra i servizi pubblici soggetti a contributi, sostenendo che il servizio fosse già ampiamente garantito dal mercato e che l’imposizione di obblighi di servizio pubblico avrebbe creato distorsioni della concorrenza e possibili aiuti di Stato illegittimi.
La società lamentava anche la mancanza di un’istruttoria adeguata e la scelta di un “lotto unico” per l’affidamento, che secondo Vetor avrebbe penalizzato le piccole e medie imprese come la sua.
La sentenza del Tar: non cambia nulla
Il TAR ha spiegato che la delibera regionale n. 1036 del 3 dicembre 2024 non è un bando di gara definitivo, ma un atto di indirizzo: stabilisce le linee guida, lasciando agli uffici competenti il compito di condurre la verifica di mercato necessaria prima di affidare concretamente i servizi.
In altre parole, prima di imporre obblighi di servizio pubblico o concedere finanziamenti compensativi, la Regione dovrà accertare se i servizi già esistenti siano insufficienti a garantire continuità, accessibilità e tariffe adeguate.
Per i cittadini, dunque, la decisione significa che non ci saranno cambiamenti immediati nei collegamenti marittimi con aliscafo tra Anzio e Ponza.
Gli aliscafi e i collegamenti esistenti continueranno a funzionare come oggi, e qualsiasi eventuale modifica dovrà essere basata su dati concreti che dimostrino la necessità di un intervento pubblico.
Il TAR ha inoltre stabilito che le spese legali tra le parti siano compensate, senza oneri aggiuntivi per le aziende coinvolte.
Leggi anche: Porto di Anzio: un nuovo intervento contro l’insabbiamento. Via libera dalla Regione Lazio























