Il Carnevale 2026 di Aprilia resterà senza carri allegorici. Dopo decenni di sfilate e tradizione, è arrivata la rottura definitiva tra il Comune di Aprilia e l’Associazione Botteghe del Carnevale Apriliano (Abca), che da anni cura la costruzione dei carri.
L’amministrazione comunale di Aprilia ha inviato mesi fa all’associazione un atto di diffida ordinando lo sgombero immediato dell’autoparco di viale Europa, dove le otto botteghe lavorano da sempre alla realizzazione delle imponenti strutture di cartapesta.
Contestualmente, il Comune di Aprilia ha richiesto il pagamento di oltre 41mila euro per l’uso degli spazi comunali, ritenuto “senza titolo”.
Le parti avevano iniziato le “trattative” per trovare una soluzione. Ma, a quanto pare, non è stata trovata. Il Carnevale 2026, con ogni probabilità non vedrà quindi le consuete sfilate che nei decenni passati hanno fatto del Carnevale di Aprilia uno dei più seguiti dell’intera regione.
I dettagli della vicenda saranno illustrati il 15 novembre in una conferenza ufficiale.
La diffida del Comune di Aprilia
Secondo l’amministrazione, l’Abca occuperebbe i locali comunali “in assenza di concessione”.
Nel documento inviato a giugno dall’ufficio Patrimonio ai carristi si legge che “da novembre 2023 l’ufficio preposto ha avviato le procedure per regolarizzare l’utilizzo dell’immobile da parte dell’associazione Abca” ma che, “nonostante i ripetuti contatti e solleciti per la sottoscrizione dell’atto di concessione predisposto, l’associazione non si è mai presentata per la firma”.
Il Comune di Aprilia parla dunque di occupazione abusiva e, oltre allo sgombero dei materiali e alla restituzione delle chiavi, chiede anche la copertura economica per l’utilizzo dei locali e dei consumi elettrici.
La cifra, secondo i calcoli dell’ufficio, ammonta a 41.072 euro, corrispondenti a 17 canoni da 2mila euro e 17 rimborsi da 416 euro per l’energia elettrica, per il periodo dicembre 2023 – maggio 2025.
Eppure, ricordano i carristi, quegli stessi spazi erano stati concessi gratuitamente negli anni passati proprio dal Comune, in quanto destinati a un’attività ritenuta di interesse pubblico e culturale.
L’amarezza dei carristi e della città
«Noi lavoriamo per la comunità, non ci guadagniamo nulla dalla nostra attività – aveva spiegato Luciano Poli dell’Abca a giugno –. Il Comune di Aprilia non sta considerando minimamente l’aspetto sociale della nostra realtà. È una richiesta incredibile che ci lascia tutti sbigottiti».
Il carnevale di Aprilia è da sempre uno degli eventi più sentiti della città, secondo solo alla festa patronale di San Michele.
Le botteghe coinvolgono ogni anno decine di volontari, artisti e famiglie, in un’esperienza collettiva che unisce creatività, tradizione e spirito cittadino. Nelle sfilate di contorno ai carri viene coinvolta in pratica tutta la città, attraverso i gruppi che organizzano le scuole. Centinaia di bambini, migliaia di persone che operano in funzione unica di far parte di una comunità.
A pochi mesi dall’inizio dei lavori per il Carnevale 2026, è arrivata invece la doccia fredda.
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