La vicenda riguarda l’abbattimento di vegetazione arborea e arbustiva su una particella classificata come pascolo cespugliato e soggetta a vincolo paesaggistico.
Secondo i primi accertamenti, i lavori sarebbero stati eseguiti senza alcuna preventiva comunicazione al Comune di Pomezia, nonostante l’area sia tutelata da norme specifiche previste dal Regolamento del verde pubblico e privato e dal Piano Territoriale Paesistico Regionale del Lazio.
Il cuore della questione è semplice ma cruciale: è possibile intervenire su una duna protetta senza autorizzazioni per agevolare l’accesso a una cabina elettrica?
Per il Movimento 5 Stelle, che ha presentato una interrogazione, la risposta è un secco “No”.
Il contesto ambientale e normativo della duna di Torvaianica
Campo Ascolano è un territorio dove le dune costiere rappresentano uno degli ultimi baluardi della macchia mediterranea. La loro tutela rientra all’interno di un quadro normativo rigoroso, che limita qualunque intervento capace di danneggiare un equilibrio già fragile.
La particella al centro del caso, la n. 3082 del foglio 4, pur essendo di proprietà privata, rientra negli allegati I.D e I.D.1 del regolamento comunale che qualificano il sito come area vincolata per presenza di vegetazione mediterranea. Un vincolo confermato anche dal Piano Urbanistico Territoriale Paesistico Regionale (PTPR).
Di fronte a questi elementi, la domanda posta dai consiglieri pentastellati è quasi inevitabile: come è stato possibile intervenire in un contesto simile senza alcun titolo autorizzativo né comunicazione preventiva?
“Regole ignorate, serve chiarezza sulle dune di Torvaianica”
Durante il Consiglio comunale dello scorso 21 ottobre, il consigliere M5S Renzo Mercanti ha ricostruito la vicenda ricordando che già il 27 maggio il gruppo aveva presentato una prima interrogazione scritta.

Da quella risposta – ha spiegato – erano emersi dettagli significativi: l’intervento era stato realizzato da una società privata per conto di e-distribuzione, con l’obiettivo di garantire l’accesso a una cabina elettrica.
L’affondo di Mercanti in Consiglio
Mercanti ha dichiarato:
“Gli uffici ci hanno comunicato che nessuna richiesta di autorizzazione o comunicazione preventiva è stata inoltrata al Comune. L’area è protetta e sottoposta a vincolo paesaggistico, per questo gli accertamenti sono stati trasmessi alla Polizia locale”.
Il consigliere ha poi incalzato:
“La nostra richiesta è semplice ma fondamentale: garantire che le regole imposte a tutela dell’ambiente e del paesaggio siano rispettate. Interventi simili non possono ripetersi senza conseguenze”.
Tra le domande poste alla Giunta: quali verifiche siano state svolte dalla Polizia locale, se siano stati elevati verbali, se siano state informate Regione Lazio e Soprintendenza e quali iniziative concrete si intendano adottare per evitare nuovi episodi.
La risposta del Comune di Pomezia
A prendere la parola è stato l’assessore all’Ambiente Amelia Paiano, portando in aula gli elementi ricevuti dal Comando di Polizia locale.

La relazione conferma diversi punti sollevati dall’opposizione. L’assessore Paiano ha letto:
“L’intervento è stato effettuato dalla società per conto di e-distribuzione, esclusivamente per consentire l’accesso alla cabina elettrica. Non si è trattato di abbattimento di alto fusto, ma di sfalcio della vegetazione. Nessuna comunicazione preventiva è pervenuta agli uffici”.
Molto rilevante il passaggio successivo:
“La Polizia locale ha proceduto a elevare le relative contestazioni amministrative. Per gli aspetti di natura penale, il Comando ha richiesto al settore Ambiente una relazione tecnica agronomica al fine di verificare l’eventuale sussistenza di reati”.
In sostanza: il fronte amministrativo è già attivato, ma si attende un approfondimento tecnico per stabilire se il caso debba essere trasmesso alla Procura o agli enti sovraordinati.
RIschio denuncia per la duna privata ma protetta di Torvaianica
Il Comune di Pomezia sembra intenzionato a procedere con fermezza.
Una volta acquisita la perizia agronomica, sarà possibile capire se l’intervento abbia compromesso habitat protetti, determinando non solo illeciti amministrativi ma anche ipotesi di reato paesaggistico o ambientale.
I riflettori restano puntati sul ruolo di e-distribuzione e sulla necessità – ribadita da più parti – che anche gli operatori privati che gestiscono infrastrutture strategiche rispettino il perimetro delle tutele ambientali, soprattutto in aree così delicate.
Per ora, il messaggio politico e amministrativo è chiaro: il Comune non intende lasciar correre. E la duna di Campo Ascolano diventa il simbolo di una battaglia più ampia, quella tra tutela del territorio e interventi eseguiti con troppa leggerezza.
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