Il caso è emerso a seguito di un sopralluogo congiunto tra Polizia Locale di Ardea, Carabinieri e un tecnico comunale, che ha rilevato la presenza di magazzini, garage, balconi e costruzioni al rustico realizzate senza alcun titolo autorizzativo.
Una vicenda datata, al centro di numerosi esposti da parte dei residenti e culminati anche con diversi sequestri di rifiuti, poi misteriosamente andati a fuoco.
Locali abusivi ad Ardea
Il documento del Comune di Ardea riporta i dati rilevati dalla Polizia locale che indicano chiaramente tutti gli edifici abusivi costruiti a Montagnano che devono essere demoliti:
A) locale magazzino al piano terra realizzato in muratura e in aderenza all’edificio di mt. 9,60 x m. 5,85 alto m. 4,85;
B) locale garage al piano terra realizzato in muratura ed in aderenza all’edificio autorizzato lato sud-est di m. 5,80 x m. 9,00 alto m. 6,15;
C) Balcone posto al piano primo realizzato in aderenza lato nord-est di m. 8,70 x 3,20;
D) Costruzione al rustico al piano terra di circa 30 mq. Con altezza media m. 2,15 composta da alcuni locali con presenza di cucina e bagno, posta tra l’ingresso carrabile al terreno e l’immobile principale;
E) Locale magazzino al piano terra realizzato in muratura e in aderenza all’edificio principale lato nord-ovest e in prosecuzione del locale nella lettera “A” di m. 8,00 x m. 10,60 con altezza di m. 3,20 al colmo delle falde del tetto;
F) Locale magazzino al piano terra realizzato in muratura e in aderenza all’edificio principale lato nord-ovest e in prosecuzione del locale citato con lettera “E” di m. 8,00 x m. 10,60 con altezza m. 3,20 al netto del vano intercapedine posto al di sotto delle falde del tetto;
Chi deve demolire?
L’atto ufficiale del Comune di Ardea, datato 2025, individua come responsabile della demolizione l’avvocato nominato curatore dell’eredità del defunto proprietario, morto nel 2017.
Un compito delicato, che mette chi lo riceve nella paradossale situazione di dover eseguire lavori di demolizione su un immobile intestato a una persona che non c’è più.
L’ordinanza si basa su norme precise del Testo Unico dell’Edilizia, che obbligano il detentore materiale dell’immobile a provvedere alla rimozione delle opere abusive entro novanta giorni.
In caso di inottemperanza, il Comune di Ardea potrà intervenire direttamente, procedendo alla demolizione e al recupero dell’area a proprie spese.
Il proprietario e i precedenti
Il possidente, morto otto anni fa, era il proprietario di una azienda di rifiuti di Pomezia che nel maggio 2017 fu devastata da un vasto incendio che sollevò una pericolosa nube nera e scatenò anche un vero e proprio allarme ambientale.

Quando esplose il rogo, le indagini ipotizzarono un incendio colposo con inquinamento ambientale: l’unico imputato fu un manager, condannato poi a tre anni.
Intanto, il Comune di Pomezia ottenne un risarcimento di 250.000 euro, perché il disastro danneggiò l’immagine e l’ambiente.
Dopo la sua morte, avvenuta nello stesso anno, i suoi eredi sono stati coinvolti anche in altre vicende, come accumuli di pneumatici abbandonati nella sua villa ad Ardea.

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