Un progetto da oltre 54 megawatt di potenza installata, 90.336 pannelli fotovoltaici sollevati da terra e una superficie complessiva di circa 60 ettari.
Un intervento che unisce produzione energetica rinnovabile e attività agricole, rientrando in quelle opere considerate strategiche per il potenziamento della rete elettrica e per il raggiungimento degli obiettivi nazionali sulle fonti pulite. Le attività agricole previste favoriranno in particolar modo le api.
L’area interessata sorge in località Macchia del Casale, nel comune di Lanuvio, a ridosso del confine tra le province di Roma e Latina. Solo 4 chilometri separano il futuro impianto dal centro abitato di Aprilia.

Si tratta di terreni oggi classificati come agricoli, dedicati principalmente a coltivazioni cerealicole e industriali, ora destinati a ospitare una struttura energetica di nuova generazione.
Un progetto energetico da 93 GWh l’anno, tra Lanuvio e Aprilia
La potenza attesa e la tecnologia impiegata indicano un impianto di rilevanza primaria.
I pannelli in silicio monocristallino, da 600 watt ciascuno, saranno distribuiti su 20 sottocampi autonomi con inverter dedicati.
Il primo anno di esercizio promette una produzione di circa 93,5 gigawattora, equivalenti al fabbisogno di circa 30mila famiglie (consumo medio stimato per famiglia pari a 3.100 KW l’anno).
Nell’arco dei 30 anni di vita utile previsti, la produzione complessiva supererà i 2.000 GWh.
Per l’ambiente il risparmio di anidride carbonica è enorme: circa 40mila tonnellate di CO2 in meno immesse nell’aria.
La struttura sarà interamente connessa alla rete elettrica: l’energia generata verrà trasportata tramite un cavidotto di media tensione fino alla stazione di trasformazione, situata nel Comune di Aprilia, dove avverrà l’innalzamento della tensione prima dell’immissione nella rete nazionale.
A tal proposito la centrale, situata nel quartiere Montarelli, subirà molto probabilmente un importante ampliamento.

Connessioni strategiche: potenziata la rete ad alta tensione
Per rendere possibile l’allaccio dell’impianto è previsto un massiccio intervento sulle infrastrutture esistenti.
Verrà potenziata la linea ad alta tensione a 150 kV tra Aprilia e Le Ferriere, lunga circa 15 chilometri, attraverso la sostituzione dei conduttori con cavi più performanti e l’ammodernamento di alcuni sostegni.
Inoltre, per minimizzare l’esposizione ai campi magnetici in aree prossime ad abitazioni, una parte della linea — circa 5,8 chilometri — sarà interrata. Un’opera significativa, destinata in futuro a rimanere patrimonio stabile della rete nazionale.
La stazione di consegna sarà collegata da un tratto aggiuntivo di cavo interrato e da uno stallo all’interno della Cabina Primaria di Aprilia.
È prevista anche un’area predisposta per un eventuale sistema di accumulo energetico (BESS), segnale della volontà di integrare tecnologie sempre più avanzate nel sistema elettrico locale.
Espropri e linee interrate
L’autorizzazione implica anche l’avvio delle procedure di esproprio e servitù coattive sui terreni necessari alle opere di connessione, soprattutto nel territorio di Aprilia e in parte di Latina.
Si tratta di particelle attraversate dal nuovo cavidotto o interessate dai sostegni della linea potenziata.
Le pubblicazioni formali sono già avvenute tramite gli albi pretori e la stampa nazionale, e i proprietari coinvolti hanno avuto 30 giorni per presentare osservazioni.
Nessuna opposizione è stata depositata entro i termini, permettendo alla procedura di proseguire senza rallentamenti.
Parallelamente, si avvicina l’avvio dei cantieri. I lavori dovranno iniziare entro 36 mesi dall’autorizzazione e concludersi nei tre anni successivi. Il gestore dell’impianto sarà tenuto a comunicare l’apertura e la chiusura dei lavori e a presentare il collaudo finale certificato.
Agricoltura, monitoraggi e impatti: le garanzie previste
Trattandosi di un impianto agrivoltaico, una parte del terreno rimarrà destinata a colture erbacee foraggere e a progetti apistici.
L’obiettivo dichiarato è coniugare produzione energetica e attività agricole, preservando la destinazione d’uso originaria del suolo. Non sono stati rilevati vincoli di uso civico né interferenze con aree boscate percorse dal fuoco.
Sotto il profilo ambientale, l’opera ha ottenuto una valutazione favorevole dopo un lungo processo tecnico.
Particolare attenzione è stata riservata ai campi elettromagnetici, con misurazioni e simulazioni che hanno verificato il rispetto dei limiti di legge sia per le linee interrate sia per quelle aeree.
L’impianto dovrà comunque rispettare una lunga serie di prescrizioni ambientali e paesaggistiche, comprese misure di mitigazione da monitorare ogni due anni.
Compensazioni per il territorio e obblighi futuri
Sono previste opere compensative da realizzare a favore della comunità locale: interventi per l’efficienza energetica degli edifici pubblici, miglioramenti della mobilità sostenibile e programmi di mitigazione del paesaggio.
Le modalità definitive saranno stabilite attraverso una convenzione tra la società e l’amministrazione del territorio interessato.
Prima dell’avvio dei lavori dovrà inoltre essere depositata una cauzione superiore a 1,7 milioni di euro, destinata a garantire la futura dismissione dell’impianto e il ripristino dei luoghi.
Un’opera destinata a cambiare l’energia locale
Il progetto fotovoltaico tra Lanuvio e Aprilia rappresenta una delle più grandi infrastrutture energetiche green dell’area pontina e dei Castelli Romani.
Oltre a contribuire agli obiettivi climatici nazionali, modificherà in modo significativo la rete elettrica locale, introducendo nuove connessioni e creando un polo di produzione energetica strategico.
Con l’autorizzazione rilasciata, si apre ora la fase decisiva: l’avvio dei cantieri e la trasformazione effettiva di un’area agricola in una piattaforma energetica capace di produrre energia pulita per decenni.
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